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Rummenigge: “Bundesliga, modello da seguire”

dal nostro corrispondente

Dimitrios Dimoulas

MONACO DI BAVIERA La ripartenza del calcio tedesco, è un inno alla vita. Ne è convinto Karl Heinz Rummenigge, ad del Bayern Monaco, che sui quotidiani tedeschi ha messo la testa avanti, sperando che il modello tedesco sia seguito anche da altri Paesi. “Non andiamo in fuga. Siamo stati i primi a riaprire, ma può essere anche una motivazione in più per gli altri Paesi. Io incrocio le dita perché ricominciate anche in Italia: l’importante è ripartire”. La Bundesliga è stato il primo campionato a ricominciare dopo l’emergenza sanitaria. “Il concetto di igiene, o protocollo sanitario, è la soluzione di tutto, anche in Italia è importante convincere la politica con questo concetto, perché la politica ti dà il permesso soltanto quando tu sei in grado di convincerla – ha aggiunto il Kaiser – Ha la responsabilità per tutto il popolo, e dà fiducia soltanto se è persuasa che tutto possa andare bene. Siamo contenti di aver ricominciato, circa 200 nazioni di tutto il mondo hanno seguito il via che ha avuto due aspetti positivi. Siamo stati capaci di ripartire per primi; ha funzionato il concetto di igiene, il protocollo, perché questo è stato il nodo per ottenere il via libera dalla politica. Può essere usato come un passo verso la normalità che la gente vorrebbe”. A detta dell’ad dei bavaresi, tutte le regole del protocollo sono attuabili “ma sono basate sul fatto che i giocatori le prendano in modo serio e che siano molto disciplinati, così c’è la chance di finire il torneo. Al primo positivo cosa succede? Abbiamo un po’ timore, però le squadre seguono anche un ‘protocollo di contatto’”. Da Rummenigge anche una battuta sul futuro di Perisic, in prestito dall’Inter: i termini per il riscatto sono scaduti, il croato “è appena tornato a disposizione dopo l’infortunio al piede. Con Marotta però ho un rapporto veramente molto cordiale, vediamo quando farà qualche partita ci parleremo, perché anche il giocatore vorrà sapere dove giocherà. Non è ancora deciso. Rangnick? In Germania ha lavorato bene, ha il vantaggio di aver avuto due ruoli, perché è stato sia direttore tecnico e sia anche allenatore. Diciamo però che la cosa non è stata venduta in modo simpatico, perché Boban è già via e Maldini è contro”.

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