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Rivincita Montella: la Fiorentina spazza via il Milan. Giampaolo ai titoli di coda

Paolo Dani

MILANO La Fiorentina vince a San Siro, in una serata che con ottime probabilità pone fine all’avventura di Marco Giampaolo sulla panchina del Milan. Finisce 3-1 una gara dominata dal primo all’ultimo minuto da parte dei viola: avanti con Pulgar su rigore al quarto d’ora, la squadra di Vincenzo Montella controlla agevolmente lo sterile possesso palla dei rossoneri. Nel secondo tempo, l’espulsione di Musacchio manda definitivamente fuori giri il Diavolo. Castrovilli, al primo gol in A, e Ribery, nettamente il migliore in campo, regalano il secondo successo consecutivo all’Aeroplanino. Inutile il gol di Leao nel finale, in uno stadio ormai deserto e che in precedenza ha pesantemente contestato sia l’allenatore che la dirigenza del Milan. Giampaolo non cambia l’undici di partenza, confermando la catena di sinistra composta da Hernandez e Leao, con Bennacer in cabina di regia. Più semplice applicare la saggezza popolare alle scelte di Montella, che dà continua alla formazione iniziale vista contro la Sampdoria, riproponendo la “strana coppia” formata da Ribery e Chiesa in attacco. Dopo i fischi a Montella e gli applausi a Boateng, si parte a razzo. Attacca prima il Milan, col destro a lato di Calabria; poi tocca alla Fiorentina: combinazione Ribery-Chiesa, destro di quest’ultimo mandato in angolo da Donnarumma. Poi il francese decide di fare un altro sport e parte in slalom sciistico: saltati Musacchio e Romagnoli, Donnarumma compie un miracolo per evitare il gol. Vanificato, però, da Bennacer che atterra Chiesa pronto a ribattere in rete. Dal dischetto si presenta Erick Pulgar, praticamente una sentenza quando si tratta di colpire dagli undici metri: palla da una parte, portiere dall’altra, viola avanti 1-0 dopo 13 minuti. Incassato il gol, i rossoneri provano a svegliarsi. La carica la suona Suso, che avrà tanti limiti ma dalla sua mattonella è spesso letale: tiro da fuori, Dragowski vola a mettere in angolo. Poi la viola sfonda ancora, sul solito asse: filtrante di Ribery per Chiesa, che scarica al centro. Arriva Castrovilli e sarebbe 2-0, nonché primo gol in A del giovane talento pugliese. Nulla di tutto ciò, però, perché Chiesa parte in posizione di fuorigioco e quindi l’arbitro non convalida.

Al rientro delle squadre dagli spogliatoi, Giampaolo toglie Kessie (non uno dei peggiori a dirla tutta) per inserire Krunic nella speranza di alzare il baricentro dei suoi. La musica, però, non cambia: le folate della Fiorentina fanno male al Milan. E al 55′ la decisione di Giacomelli cambia definitivamente la partita: Musacchio stende Ribery. Inizialmente è giallo, ma la gamba alta dell’argentino porta l’arbitro al monitor. Dopo il check, il colore cambia: rosso, Musacchio espulso. Giampaolo, in dieci uomini, rinuncia a Piatek per tenere in campo Leao come centravanti. E pochi minuti dopo Castrovilli realizza un sogno e firma il raddoppio: primo gol in A per lui, simpatizzante milanista. Tutto nasce da una palla persa da Calhanoglu (di nuovo) e dallo spunto di Chiesa: sgroppata a destra, scarico in mezzo e Donnarumma che smanaccia. Il centrocampista ex Bari arriva per primo sul pallone e gonfia la rete alle spalle di Gigio. È notte fonda per Giampaolo: San Siro contesta pesantemente, togliendo gli striscioni e cantando cori anche contro la società, presente in persona di Gordon Singer, esponente del fondo Elliott. Lo spartito ormai è definito, il Milan è, con la testa ma non solo, fuori dalla partita. La Fiorentina prova ad allungare: Bennacer regala un altro rigore, solo che stavolta dal dischetto va Chiesa. Il risultato non è lo stesso: brutto tiro del viola, Donnarumma ribatte e guadagna almeno un bonus a livello personale. Può poco, però, il portiere rossonero una decina di minuti dopo. Verticalizzazione di Castrovilli, scarico di Chiesa per Ribery e magia del francese sul povero Duarte. Poi un tiro che è un colpo di biliardo e vale il 3-0, ma anche la standing ovation per il francese, ripetuta alla sua uscita dal campo di gioco. Il Milan resta affidato agli spunti di Leao, e almeno una buona notizia c’è: all’ottantesimo il portoghese ex Lille s’inventa una clamorosa discesa palla al piede. Pezzella resta a terra, Dragowski impalato dal diagonale mancino del centravanti rossonero. È 3-1: non sarà molto, ma un San Siro ormai già quasi vuoto si deve accontentare. Non succede poi molto, da qui alla fine. E qualcosa potrebbe succede tra poco visto che Giampaolo è ormai arrivato ai titoli di coda.

La società sta riflettendo sull’allenatore. Sono ore di valutazione importanti, nelle quali si capirà se al tecnico ex Sampdoria verrà concessa un’altra settimana e quindi la partita contro il Genoa per approfittare della sosta oppure se il club prenderà in esame già adesso l’ipotesi di un esonero. In caso di allontanamento di Marco Giampaolo un nome per la sostituzione è quello del grande ex Andriy Shevchenko, Ct della Nazionale Ucraina. Il Milan riflette, vuole valutare con calma la mossa migliore. E se Giampaolo dovesse essere esonerato, Sheva diventerebbe più di un’idea…

 

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