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La Cina chiama, l’Italia risponde: la serie A (con il Var) verso l’Oriente, ma la Fifa frena

“Organizzazione in Cina, entro i prossimi 3 anni, di gare ufficiali italiane; l’assistenza e supporto allo sviluppo della tecnologia VAR a supporto dei direttori di gara cinesi”. E’ questo uno dei punti che saranno affrontati domenica nel corso dell’incontro in Figc che vedrà protagonisti il presidente Gabriele Gravina, il vice presidente vicario Cosimo Sibilia, il presidente della Lega di serie A Gaetano Miccichè, l’ad della Lega Luigi De Siervo, il presidente dell’Aiac Renzo Ulivieri con rappresentanti di Pechino guidati dal vice ministro della comunicazione Shen Haixiong. Sono diversi i temi sul tavolo come la “diffusione della cultura e della tecnica calcistica in Cina, attraverso elaborazione e organizzazione di corsi di formazione e aggiornamento per i tecnici ed i manager a tutti i livelli; avvicinamento allo sport del mercato cinese, compresa l’organizzazione di gare amichevoli tra rappresentative nazionali italiane, maschili e femminili, e squadre locali; sviluppo e sensibilizzazione in tema di sana alimentazione e salute dell’ecosistema cinese; comunicazione e marketing a beneficio del calcio cinese, compreso il supporto allo sviluppo e alla valorizzazione degli strumenti di comunicazione on-line rivolti ai tifosi”. Ed ancora “iniziative da svolgersi sul territorio italiano, tra cui l’organizzazione di ritiri e gare amichevoli delle squadre nazionali cinesi (Fabio Cannavaro è l’attuale ct della Cina, ndr) sul territorio italiano oltre alla commercializzazione in Cina dei diritti relativi alla storia della Nazionale Italiana (incluso museo), statistiche, memorabilia e relativo materiale di merchandising; altre iniziative, tra le quali la diffusione delle gare dei campionati italiani nei cinema cinesi; partecipazione delle “leggende” della Nazionale italiana ad eventi in Cina, incluse gare con rappresentative locali, e/o veicolazione di contenuti audiovisivi con la partecipazione delle stesse al fine di costruire una narrazione storica; l’organizzazione in Cina, entro i prossimi 3 anni, di gare ufficiali italiane; l’assistenza e supporto allo sviluppo della tecnologia VAR a supporto dei direttori di gara cinesi”.

Ma mentre Federcalcio e Lega Serie A trattano con Pechino su un progetto a 360 gradi che può includere anche “partite ufficiali” in Cina, diverse leghe europee da tempo ragionano sulla possibilità di esportare all’estero un match di campionato. In particolare la Liga spagnola, che nei mesi scorsi aveva chiuso un accordo per disputare a gennaio 2019 la sfida fra Barcellona e Girona a Miami, negli Stati Uniti, ma è stata stoppata dall’opposizione della Fifa, guidata da Gianni Infantino. Il 26 ottobre dell’anno scorso, il Consiglio “concordando con l’opinione espressa dal Football Stakeholders Committee, ha enfatizzato il principio sportivo per cui le partite ufficiali di campionato debbano essere giocate all’interno del territorio della rispettiva federazione”.

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