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Mondiale per Club. Real a caccia del terzo titolo di fila contro l’Al-Ain

Vive una crisi che nessuno si aspettava, non solo figlia della partenza di Cristiano Ronaldo. Eppure domani il Real Madrid può alzare al cielo un altro trofeo, il mondiale per club. E sarebbe il terzo di fila. Alle 17.30 ora italiana, i blancos di Santiago Solari sfidano ad Abu Dhabi i padroni di casa dell’Al-Ain per quello che potrebbe essere il settimo trofeo mondiale tra Coppe Intercontintali e Mondiale per il club più vincente al mondo. Lo vuole fortemente il tecnico Santiago Siolari che in corso d’opera ha preso il posto dell’ex ct spagnolo Lopetegui, per allontanare ombre minacciose che non sembrano volersi allontanare dal cielo di Madrid sponda Real. Un trofeo per rafforzare la posizione di un tecnico che avrà pure un contratto fino al 2021 ma che in Spagna mettono sempre in discussione. “Il calcio è uno sport collettivo, vincere il terzo Mondiale per club di fila sarebbe qualcosa di straordinario, un grande traguardo per questi giocatori”, ha spiegato il tecnico in conferenza stampa. “Non siamo certo i favoriti in questa Champions, ma sono le stesse cose che si dicevano anche l’anno scorso e l’anno prima ancora. E’ chiaro che è impossibile vincere tutte le Champions da qui ai prossimi 200 anni, ma non si può dimenticare che ne sono state vinte 4 in 5 anni, tre consecutive. Non si può dormire sugli allora ma non si può nemmeno dimenticare quello che abbiamo fatto. Intanto concentriamoci su questo mondiale e pensiamo a vincerlo, con tanto rispetto per chi avremo davanti che ha mandato a casa il River Plate. Poi, penseremo anche al resto”. Solari fa spallucce ma sa bene che intorno al suo nome, ne ruota un altro di grande prestigio come quello di Josè Mourinho, allontanato dallo United e che Florentino Perez vorrebbe riportare sulla panchina del Madrid. A sostenere il tecnico, con la convinzione di chi già ha allontanato Antonio Conte,  è il capitano Sergio Ramos che non le manda certo a dire. “Non sono nessuno per dire chi deve venire e chi no, chi deve allenare il Real. Ma sono passati cinque anni da quando Mourinho è andato via e si continua a parlare di lui. Abbiamo vinto tutto, domani abbiamo la possibilità di vincere un altro trofeo e si parla di Mourinho. Bisogna avere rispetto per Solari e io non intendo prendere parte a questo gioco. Il rispetto si guadagna dimostrandolo e non imponendolo (stessa frase usata nei confronti di Conte). Qui nessuno si nega a fare nulla, siamo pronti a tutto. Il Real ha avuto tutti i tipi di allenatori e io non ho problemi chiunque arrivi”. E a chi gli chiede di Ronando, suo vecchio compagno di squadra, che ha dichiarato che alla Juve ha trovato un gruppo che è più famiglia, Ramos risponde a muso duro. “Non ho sentito Cris parlare del Real, sicuramente qui si è visto che il gruppo è stato una delle chiavi del nostro successi. Siamo felici che le cose gli vadano bene”. Domani non ci sarà Marco Asensio che ha riportato una lesione muscolare di secondo grado al retto femorale della coscia destra in occasione della semifinale contro i giapponesi del Kashima Antlers, che non è altro che una ricaduta dopo la “toccata” in occasione del match contro il Rayo Vallecano. Davanti al Real ci sarà l’Al-Ain, campione in carica del paese ospitante, ovvero gli Emirati Arabi che ha superato tre turni e raggiunto una storica finale. La prima vittoria è arrivata ai calci di rigori dopo un’incredibile rimonta da 0-3 a 3-3 nei 90 minuti contro il Team Wellington, campioni dell’Oceania. Ai quarti di finale è arrivato un secco 3-0 sui tunisini dell’Esperance mentre in semifinale hanno eliminato il River Plate, i vincitori dell’ultima Copa Libertadores contro il Boca Juniors ai calci di rigore. Il Real, dall’avvento di Solari, è reduce da otto vittorie e due sconfitte ed ora è a meno cinque dalla capolista Barcellona. Solari dovrebbe affidarsi al solito 4-3-3 con il solo dubbio tra Llorente e Casemiro sulla mediana. In porta ci sarà Courtois, difesa a quattro con Carvajal, Varane, Sergio Ramos e Marcelo, a centrocampo non si toccano Modric e Kroos, il tridente d’attacco sarà Lucas-Benzema-Bale con Isco pronto a subentrare.  Anche l’Al-Ain dovrebbe rispondere con uno speculare 4-3-3. In attacco però ci sono uno svedese e un brasiliano, ovvero il gigante Berg e l’ex Kashima Caio, autore del decisivo 2-2 contro il River Plate. Il primo ha avuto un passato in Olanda, Germania e Grecia prima di trasferirsi ad Abu Dhabi a fine carriera. In realtà Berg ha 32 anni ed è ancora un signor centravanti, come ha dimostrato anche negli ultimi Mondiali con la Svezia e nel famoso playoff contro l’Italia. L’Al-Ain è arrivato a questo punto anche grazie ai suoi gol, ben 25 nello scorso campionato che hanno consegnato il 13°titolo nazionale alla società e l’occasione di partecipare a questo torneo. Arbitro della super sfida sarà il messicano Marrufo entrato nel vortice delle polemiche in quanto accusato di aver offeso Rakitic durante il Clasico Real-Barça di questa estate in International Champions Cup in America. Ma il signor Marrufo è arbitro di prestigio internazionale e non a caso la Fifa lo ha designato per questa finale. AdAbu Dhabi, infine, anche un pizzico di Italia, visto che la finale per il terzo posto tra River Plate e Kashima Antlers sarà affidata ad una “squadra” italiana: a dirigerla sarà Gianluca Rocchi, gli assistenti Di Liberatore e Tonolini, e il Var Massimiliano Irrati. Una bella soddisfazione. La finalina si gioca a partire dalle 14.30.

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