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Croazia in rimonta vola in finale con la Francia: l’Inghilterra si ferma sul più bello

dall’inviato Massimo Ciccognani

MOSCA E stavolta Dio non salva la Regina. Inghilterra padrona del match, lo domina, mette in muso avanti, potrebbe più volte raddoppiare contro una Croazia che stecca clamorosamente l’approccio alla partita. Subisce il pari e nei supplementari trova il vantaggio che vale la finale. Che sarà Francia-Croazia. Delusione inglese. Ha giocato meglio, molto meglio per 68′. Vantaggio di Tripper dopo 4′, il pari di Perisic su dormita della retroguardia inglese. Come c’è voluto un altro “sonno” di Stones che ha regalato palla a Perisic che Mandzukic è stato bravo a monetizzare. Formazioni al via senza grandi sorprese. Inglesi con gli undici che ormai solo la colonna sonora di questo mondiale, mentre Dalic riporta Mandzukic nel suo ruoto di prima punta, in mediana c’è Brozovic. Croazia in campo 4-2-3-1: Subasic tra i pali, Vrsaliko, Lovren. Vida e Strinic sulla linea dei quattro di difesa, in mezzo Rakitic e Brozovic con l’interista a fare da cerniera, Rebic, Modric e Perisic a ridosso di Mario Mandzukic. Gareth Soutgate dispone i suoi invece 3-1-4-2 con Pickorfd tra i pali. Walter, Stones e Maguire, Henderson regista basso davanti alla diofesa,  Tripper e Young sugli esterni, Alli e Lingard centrali, davanti Sterling e Kane. Inglesi per riscrivere la storia, croati per inseguire il sogno finale. Ma non c’è il tempo neppure di sintonizzarsi sul canale, che gli inglesi mettono subito il muso avanti. Il gol lo firma Tripper con un delizioso tocco su punizione dal limite con la complicità di Vida (graziato dalla commissione disciplinare, non dal pubblico del Luzhniki che lo fischia ogni vola che tocca il pallone non avendo gradito le sue esternazioni anti Russia) e dello stesso Subasic. Ma il merito è tutto di uno straordinario Delli Alli, il migliore che va in progressione palla a piede costringendo al fallo al limite Modric. La Croazia è stordita, soffre, non  riesce ad uscire. Inglesi pressing altissimo a tutto campo, squadra cortissima che in fase di non possesso difende a cinque con l’arretramento dell’anarchico Tripper e Young oltre alla schermatura di Henderson. Bellissima da vedere, gioco folgorate, fraseggio nello stretto da far stropicciare gli occhi, un tocco e via. Difficilissimo per la Croazia trovare il bandolo della matassa. Mandzukic davanti è un fantasma, in mezzo i croati arrivano sempre in ritardo sulle seconde palle e non basta la qualità del solito Modric che predica nel deserto. Vida e Lovren passano un brutto quarto d’ora quando si ritrovano davanti lo scatenato Sterling che magari non segna, ma è una scheggia impazzita che penetra come una lama nella burrosa retroguardia croata. Basti pensare che la prima volta dei croati dalle parti di Pickford arriva solo dopo la mezz’ora con l’Inghilterra che grazia in un paio di occasioni i croati, con Kane che a tu per tu con Subasic gli calcia addosso e poi centra il palo. Gli viene fischiato off side ma non c’era. E clamorosa l’occasione capitata a Lingard dopo una giocata pazzesca del solito Alli che il calciatore dello United fallisce clamorosamente, un rigore in movimento che finisce fuori e pure di tanto. Solo Inghilterra, bella, avvolgente, a tratti però si specchia troppo nella sua bellezza e il fraseggio in fase difensiva latina. Giochi a un tocco pericolosi e davanti si ritrovano calciatori altrettanto importanti cui basta nulla per far male. Così nel finale Young deve immolarsi per spedire in angolo una palla velenosa e stessa cosa per Stones che chiude alla grande su Mandzukic. Manovra troppo lenta e prevedibile quella dei croati, giro palla lezioso, inglesi finora in sufficiente controllo e avanti. Ripresa che si apre con la Croazia in campo con altro spirito, con Dalic che prova ad invertire la posizione degli esterni Rebic e Perisic, ma dietro gli inglesi concedono nulla anche se Cahir punisce troppo severamente lo splendido Walker con un giallo che si poteva pure risparmiare. Un moto perpetuo il difensore del City, scatti su scatti, recuperi impressionanti. E proprio l’interista rimette la partita in parità con una deviazione volante su perfetto cross di Vrsaliko: 1-1 quando ne mancano 22 da giocare. Un guizzo, tanto è bastato alla Croazia, gol bellissimo per esecuzione. E a stretto giro la Croazia non trova il sorpasso. Disimpegno lezioso degli inglesi che perdono palla, la recupera Perisic, doppio passo, dribbling e sinistro incrociato, palo pieno. Stones salva in anticipo di testa poi Brozovic la manda alta, ma adesso la Croazia è più convinta e l’Inghilterra fatica. Fuori Sterling che ha speso moltissimo, dentro Rashford, ma non cambia la musica perché la Croazia adesso ha più sprint e ci vogliono i pugni di Pickford per chiudere su una conclusione maligna di Mandzukic dalla linea di fondo. Croazia che chiude in crescendo per evitare i supplementari. Inevitabili. C’è Rose per Young nell’Inghilterra mentre Pivaric prende il posto dell’infortunato Strinic poi Dier per Henderson. Stones vola fin sotto le porte del paradiso, la colpisce di giustezza di testa, Vrsaljko salva sulla linea. Dentro Kramaric, fuori Rebic nella Croazia. Squadre stanche, Perisic se ne va in campo aperto, Mandzukic d’anticipo raccoglie il cross, salva Pickford uscendo sui piedi dell’attaccante della Juve. Altri quindici minuti da giocare nel secondo over time, ma partita bloccata. Serve un guizzo, un preziosismo per risolverla. Perisic di testa la mette in mezzo sovrastando l’addormentato Stones, Mandzukic che si avventa sul pallone come un avvoltoio e col mancino infila Pickford: 2-1 e partita capovolta per una Croazia partita malissimo, impalpabile fino al pareggio che ha capovolto gli equilibri. Finale con gli inglesi disperatamente alla ricerca di un pari che però non arriva. Errori a caro prezzo, l’incredibile leggerezza dell’essere “british”. Torna a casa dopo un grandissimo mondiale, ma il rammarico stasera è tanto. Onore alla Croazia, partita malissimo, quasi in bambola per un’ora. Una volta trovato il pari ha riordinato le fila e vinto una gara che apre le porte della finale del 15 luglio contro la Francia. E sarà un’altra notte da vivere intensamente.

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