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Gruppo C. Domani Perù-Danimarca, guai ai vinti

Domani alle 18 grande attesa per la seconda partita del girone C tra Perù e Danimarca. Un match di notevole importanza visto che nella prima gara si affronteranno Francia e Australia: se da una parte i francesi per il loro enorme potenziale sono i favoriti per la vittoria del girone ma anche dello stesso Mondiale, dall’altra i discorsi relativi al secondo posto sono più che aperti. Per questo la prima  partita in assoluto tra i peruviani e i danesi acquista maggior valore e sarà subito essenziale. Sfida nella sfida perché di fronte ci saranno i due giocatori chiave e simbolo delle due nazionali: il veterano El Depredador Guerrero contro Eriksen che vuole consacrarsi nel palcoscenico internazionale dopo la grande stagione con il Tottenham. A proposito di Guerrero va aperta una piccola parentesi, capitan Kjaer (insieme ai capitani della Francia e dell’Australia) ha inviato una lettera alla FIFA per cercare di far partecipare l’attaccante peruviano ai Mondiali ed applicare quindi una sospensiva alla squalifica per doping. Un gesto ricco di significati che va oltre il calcio, el Depredador potrà far sognare la sua gente. Nel 4-2-3-1 del Perù spiccano in zona offensiva Farfan reduce da una buonissima stagione e Cueva pronti a scardinare la difesa avversaria. La Danimarca punterà sullo stesso modulo ma con caratteristiche ben differenti: alla solita fisicità come detto ci sarà la qualità di Eriksen che ispirerà l’unica punta Jorgensen. Pronto a subentrare Cornelius dell’Atalanta. In difesa spazio alla coppia formata da Kjaer e Christensen del Chelsea davanti a Schmeichel. Da tenere sotto osservazione Dolberg talento dell’Ajax. La vittoria dell’europeo del 1992 è stata una delle pagine più belle e inaspettate della storia del calcio, a proposito di imprese incredibili e miracoli Kasper Scmeichel ne sa qualcosa qualcosa con il suo Leicester, un buon auspicio e modelli da cui prendere ispirazione in vista del Mondiale. Una partita che offre dunque tanti spunti, due nazionali molto diverse tra loro dal punto di vista calcistico e culturale. La passionalità e la “garra” peruviana contro la rigidità ed il pragmatismo dei nordici europei.

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