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Manita al Benevento: la Roma si prende il quarto posto

Massimo Ciccognani

Dalla paura alla manita. Vince la Roma che batte in rimonta il Benevento e conquista tre punti d’oro che permettono ai giallorossi di scavalcare la Lazio sconfitta ieri sera al San Paolo e prendersi il quarto posto con un punto di vantaggio sui cugini, uno sotto l’Inter vittoriosa nel pomeriggio sul Bologna a San Siro. Roma per dare l’assalto al quarto posto, Benevento per provare ancora a non mettere il punto esclamativo sulla sua prima stagione in A. Giallorossi in emergenza per le assenze di Nainggolan e Pellegrini, con De Rossi solo in panchina. Roma con il 4-2-3-1 con Gerson accanto a Strootman in mediana, Under confermato nel tridente con El Shaarawy e Perotti alle spalle di Dzeko. Benevento col  4-3-3, l’ex Tottenham Sandro in mezzo, Sagna in panchina. Parte forte il Benevento che crea subito scompiglio nella retroguardia giallorossa. Guiherme fa le prove generali arrivando con un attimo di ritardo sul centro di D’Alessandro ma al sesto il brasiliano la mette dentro con un sinistro sul secondo palo che trova la leggera deviazione di Manolas. All’Olimpico Benevento avanti. Squadra corta, tutto cuore ma anche muscoli, con un apprezzabile giro palla. La Roma accusa il colpo, ma è obbligata a ripartire. Gli spettri del passato riaffiarono nel gelo dell’Olimpico. La manovra è lenta, quasi intorpidita dalla paura. I giallorossi si muovo a sprazzi, lontano dal canovaccio di Di Francesco. Ci provano Perotti, Dzeko, El Shaarawy, senza fortuna, ma la manovra giallorossa non è fluida. Under conferma quanto di buono fatto vedere a vedere a Verona, la Roma cresce e dopo venti minuti dal gol ospita, trova il pari con una incornata di giustezza di Fazio che corregge in rete una punizione di Kolarov. Il Benevento prova a contenere, la Roma ha voglia di accelerare i tempi, ma la manovra non è brillante. I fischi dell’Olimpico sono la risposta al rientro negli spogliatoi. Ripresa e subito un’altra Roma. Di Francesco richiama El Shaarawy, non brillantissimo, dentro Defrel. Il tema non cambia, Roma ad attaccare e Benevento pronto a ripartire in rapidi controgioco. Gerson ferma con la cattive Djuricic, ma la Roma insiste e al 15′ trova il vantaggio. Sbaglia tutto Sandro che perde palla in mezzo e recuperata da Florenzi che innesca Under. Centro al bacio del turco per la testa di Dzeko che stavolta non può sbagliare. Segna ma non esulta. Neppure il tempo di rimettere la palla al centro che la Roma triplica con una percussione di Perotti, a rimorchio c’è Under che non ci pensa un attimo e la scarica alle spalle di Puggioni un sinistro velenossissimo: 3-1 e partita adesso in discesa per i giallorossi. Liberi dalla paura, gli uomini di di Francesco giocano con più naturalezza anche se il Benevento non rinuncia a giocare (dentro anche l’ex Arsenal e City Sagna) ma è chiaro che l’inerzia della partita è tutta dalla parte dei giallorossi di casa che trovano il quarto gol  ancora con Under con un fantastico sinistro dal limite. Ma il Benevento non molla e accorcia di nuovo con il baby Brignola dopo una percussione di Guiherme: 4-2. All’Olimpico non c’è noia. Ultimi minuti anche per De Rossi che prende il posto di Under, applauditissimo. E c’è tempo anche per vedere il quinto gol, su rigore concesso per un mani in area di Djimsiti. Dal dischetto Defrel che stavolta non sbaglia: 5-2 e qui si chiude la partita che vale il quarto posto per la Roma. Non bellissima la Roma. I giallorossi si sono mossi a sprazzi, i du esterni di difesa, Florenzi e Kolarov non hanno inciso, mentre davanti El Shaarawy alterna cose buone ad altre da dimenticare, a tratti troppo lezioso, con Perotti ancora lontano dalla forma migliore.  Conforta il ritorno al gol di Dzeko, la personalità di Under, la crescita di Gerson, lo Strotmann delle ultime uscite decisisamente più tonico e a suo agio. Ma la Roma deve crescere e di molto perché dalla prossima settimana ritorna la Champions e contro lo Skakhatar ci vorrà tanta sostanza.

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