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Fortissimamente Real: Madrid di nuovo sul tetto del mondo

Sempre e solo Real. Quando si tratta di portare a casa un trofeo, il Madrid c’è. A un anno di distanza dal titolo ottenuto contro i giapponesi del Kashima Antlers, Zinedine Zidane replica anche col Gremio, confermando i madrileni come squadra più forte del mondo. Una finale mai in discussione in un’edizione dove anzi, i problemi maggiori, il Real li ha avuto con l’Al Jazira. Il Gremio dell’ex giallorosso Portaluppi infatti è poca, pochissima cosa. Con un idea tattica di mettersi dietro e limitare i danni dalla quale la squadra di Porto Alegre non riesce a staccarsi nemmeno a cose compromesse, ovvero dopo il gol del solito Ronaldo. Già, perché tanto per cambiare è CR7 a mettere la sua immagine a fianco del sesto titolo mondiale del Real Madrid: punizione conquistata, punizione trasformata, coppa – l’ottava per Zidane da allenatore – in direzione Spagna. Non una novità o un’impresa clamorosa – visto il valore modestissimo degli avversari – ma comunque l’ennesimo sigillo internazionale del club più famoso del mondo. I calci piazzati si rivelano una chiave tattica del match con il Gremio che spesso difende in modo rivedibile. Varane in due occasioni per poco non ne approfitta punendo i brasiliani: prima all’11’ poi al 14’. Passano solo cinque minuti e la prima ghiottissima occasione da gol arriva sui piedi di Carvajal. Modric scrive poesie sulla sinistra, crossa in mezzo e la palla giunge a Carvajal dopo una deviazione. Il terzino la colpisce al volo ma Geromel s’immola e salva sulla linea. La partita la fa il Real Madrid, come era facile prevedere. Il croato illumina ancora il gioco dei Blancos, stavolta con un’azione personale al 25’. Prima supera un paio di uomini, poi calcia di destro: la conclusione va vicinissima al bersaglio grosso. Con il passare dei minuti sale di livello il Gremio. Edilson mette fa venire qualche brivido a Keylor Navas su un calcio di punizione da quasi 40 metri: la palla è potente e finisce di pochissimo fuori al 28’. Si vede anche il neo pallone d’oro Cristiano Ronaldo al 39’. Il portoghese calcia come sa una punizione che si abbassa pericolosamente, ma termina di pochi centimetri alta sulla traversa. La prima frazione termina a reti bianche, con il Real Madrid, però, che si è reso molto più pericoloso. Ma i cinque palloni d’oro conquistati non sono una casualità: Cristiano Ronaldo docet. Al 53’ il Real Madrid si porta sull’1-0 con un calcio di punizione che spiazza completamente Grohe (complice anche una barriera non perfetta). Il match pende nettamente in favore degli spagnoli. Dopo soli quattro giri di lancetta, Ronaldo va ancora a segno, ma stavolta viene pescato in posizione di fuorigioco: annullato. Monologo Real. Modric mette di nuovo paura al Gremio con il suo tiro che viene parato a fatica da Grohe al 66’. Nonostante il punteggio sia solo sull’1-0 il match si gioca a una porta sola, anzi il gol di scarto sta stretto ai merengues. Ma alla fine il risultato resta invariato ed è trionfo per i Blancos che vincono il titolo di Mondiale per Club ed è la seconda volta consecutiva, la terza in totale. E adesso per il Madrid testa al Clasico del 23 dicembre.

 

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