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Europa League / Montella cerca con l’Austria Vienna il pass qualificazione

 

“Il Milan deve fare il Milan, deve tornare a essere il Milan, non ci possiamo accontentare di una buona partita a Napoli”. Vincenzo Montella vuole una reazione dopo la sconfitta del San Paolo, ennesimo passo falso dei rossoneri in campionato contro una big. “Abbiamo perso contro Juve, Napoli e Roma partite in cui la squadra non ha demeritato sul piano del gioco, ma non può bastare. Dobbiamo crescere e provare ad arrivare a giocare da Milan e talvolta questo passa anche dalle sconfitte. Preferisco che la squadra cresca così che facendo barricate e magari raccogliere un punto o due. Ora affronteremo squadre alla nostra portata anche se non ci sono partite facile e lo scorso anno zoppicavamo con le medio-piccole ma sono fiducioso, dipende più che mai da noi”. Domani, intanto, con l’Austria Vienna può arrivare il pass per i sedicesimi di Europa League. “Ci teniamo a passare il turno e domani abbiamo la possibilità di farlo con una giornata d’anticipo e non è poco, ci sono squadre che non ci riescono, come qualche italiana in passato, e sarebbe un primo obiettivo stagionale, ci darebbe la possibilità di crescere nella mentalità, vogliamo migliorare per il campionato”. Contento per la cena organizzata dalla squadra (“farlo dopo una vittoria o su una forzatura è facile, questa è stata spontanea e questo dimostra come si stia piano piano diventando una squadra”), Montella non fa più caso alle voci sul suo futuro: “ormai ci sono abituato, ho imparato a gestire i momenti meno positivi ed è un passo che come allenatore ti fa fare un salto di qualità. Accettare le critiche, essere sotto osservazione fa parte del mio lavoro”. Per quanto riguarda invece l’indiscrezione di “Marca” relativa alle perplessità della Uefa sul piano presentato da Fassone e che potrebbe portare all’esclusione dei rossoneri dalle coppe, Montella liquida la questione con una battuta: “faccio fatica a capire quando scrivete in italiano, figurarsi se vado a leggere qualcosa in un’altra lingua…. Siamo bersagliati ma è giusto che la squadra pensi al campo, io non ci faccio più caso e credo lo stesso valga per i calciatori”.

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