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Premier / Arsenal da urlo, Tottenham a picco. Poker Chelsea. Vola il City

Simone Dell’Uomo

Delirio Arsenal che all’Emirates vince il North London Derby e riavvia il suo cammino verso la vetta. Tottenham battuto 2-0: decidono le reti di Mustafi e Alexis Sanchez tutte all’interno della prima frazione di gioco. Gara mai in discussione, coi Gunners perfetti sin dalle prime battute, volenterosi e determinati a recitare un ruolo da protagonisti in quello che tutti gli addetti ai lavori definiscono come il vero derby di Londra. Male gli Spurs, malissimo Pochettino, che probabilmente sperava di attutire i colpi dei rivali senza prendere gol per poi colpire con le giocate di Eriksen, Alli e Kane, tridente invece mai in partita. Per onor di cronaca va sottolineato che la punizione da cui è scaturito il vantaggio dell’Arsenal è un regalo di Mike Dean, arbitro più volte accusato oltremanica di sostenere i colori bianco-blu. In ogni modo, gli ospiti non hanno saputo reagire, non hanno evidenziato attributi, ed i galvanizzati Gunners, non certamente il team dal dna più vincente in England, hanno saputo esprimere tutto il loro bagaglio tecnico volando sulle ali dell’entusiasmo. Giornata disastrosa per gli Spurs, disastrosa anche perché tutte le loro rivali hanno vinto i rispettivi impegni. Su tutti il City, che ha ripreso da dove aveva lasciato piegando il Leicester con un secco 2-0, riprende da dove aveva lasciato. Grande azione dei solisti di Guardiola allo scadere dei primi 45, City avanti; all’inizio della ripresa un bolide fantascientifico di Kevin De Bruyne archivia la pratica e consente ai citizens di continuare a sognare. Le uniche due fazioni, per utilizzare una metafora in gergo politico, in grado di restare in scia degli uomini di Guardiola, sono United e Chelsea. Bene lo United, che nonostante il goal di Gayle ad inizio gara, rimonta il Newcastle, castigandolo per ben 4 volte grazie agli acuti di Martial, Smalling, Pogba e Lukaku. Proprio il francese, al rientro dopo un mese di stop, ha trascinato i suoi compagni di squadra alla conquista dell’intera posta in palio, ma le copertine sono tutte per un certo signore svedese, tornato in campo dopo 8 mesi di stop: Zlatan Ibrahimovic, che s’è guadagnato la standing ovation dell’Old Trafford e che davanti alla telecamere nel post-partita ha evidenziato tutta la sua “umiltà” sostenendo che “i leoni non recuperano come gli umani”.
Bene, benissimo anche il Chelsea di Antonio Conte, che nonostante la debacle capitolina, in Premier continua a vivere un momento florido dopo le non poche difficoltà che ad inizio autunno hanno dipinto il quadro del cammino blues. 4-0 e West Brom al tappeto, sugli scudi Hazard e Morata. Ancora in panchina David Luiz, per la soddisfazione di un tecnico che continua ad ottenere i risultati con le sue idee.
Vince anche il Liverpool, trascinato da un super Salah, che dopo il fallimento col Chelsea ha saputo ricostruirsi in Italia, per poi rientrare dalla porta principale nel campionato più importante d’Europa ed evidenziare tutte le sue qualità. Sinistro raffinato, tagli improvvisi, e senso del gol degne di una delle seconde punte più forti del mondo. Doppietta e Southampton in ginocchio, il gol di Coutinho è la ciligiena sulla torta preparata da Jurgen Klopp: 3-0 e Liverpool che può pensare alla Champions.
Non sembra arrestarsi la corsa del Burnley, che fa ancora valere il fattore campo ed al Turf Moor piega 2-0 uno Swansea che continua a sprofondare in acque sempre più torbide. Cork e Ashley Barnes regalano il successo a Sean Dyche. Per i claret&blue 22 punti, come Arsenal e Liverpool, per una classifica che adesso fa davvero venire le vertigini.
Risorge il Bournemouth, che grazie alla tripletta del ritrovato Wilson distrugge l’Huddersfield. Mai in partita gli ospiti, benissimo i padroni di casa, che dopo la pesantissima vittoria di Newcastle sembrano aver ritrovato quella fiducia necessaria per esprimere i dettami tattici dell’affascinante e promettente giovane Howe.
Non riesce proprio a vincere invece il Palace, che non va oltre il 2-2 interno con l’Everton. Nel posticipo domenicale parte malissimo l’avventura di Moyes alla guida del West Ham, trafitto 2-0 dal Watford di Marco Silva. Già, Marco Silva, tecnico dal pensiero esotico su cui la famiglia Pozzo ha scommesso in estate, nonostante venisse dalla retrocessione col suo Hull. E proprio il Watford di Marco Silva, anche se team composto da fisicità più che tecnica, riesce ad esprimersi a livelli di calcio estremamente gradevoli. Per Moyes troppo pesante forse l’assenza di Hernandez, elemento senz’altro di sicuro affidamento per una squadra che costruisce palle gol, non per un West Ham che fin qui, Lanzini escluso, ha dimostrato di avere poca qualità all’interno delle sue corde. Dovrà lavorare e non poco il tecnico inglese, a caccia di un rilancio che possa riconsegnare gli Hammers alle latitudini di classifica che a loro competono.

 

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