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Cari juventini, non fate i disfattisti e cercate di essere più Allegri

di MASSIMO CICCOGNANI

Ne ho sentite tante in quest’ultimo periodo sul conto di Massimiliano Allegri. La parola più generosa, “vattene”, manco  avessimo davanti un appestato o un traditore. Non lo so francamente dove questa Juve potrà arrivare in Champions, so soltanto che Massimiliano, e lo ha dimostrato con i fatti, è un grande allenatore, che capisce di calcio e che sa leggere la partita come pochi altri. Errori ne commettiamo tutti e anche lui qualcosina l’avrà pure sbagliata, ma di lì a volerlo mettere alla porta perché ha spedito Bonucci in tribuna beh, ce ne corre e pure parecchio. Ha sbagliato poco o nulla, il signor Allegri, in questi anni in bianconero. Ricordo l’accoglienza ricevuta il giorno della partenza per il ritiro nel suo primo giorno alla Juve, ricordo gli insulti all’uomo che veniva dal Milan e che aveva il compito di non far rimpiangere Antonio Conte che pure aveva regalato alla Signora tre scudetti di fila. Allegri ha vinto tanto e anche più di Conte. Per ora due scudetti, due Coppa Italia, una Supercoppa italiana, ha portato la Juve ad una finale Champions con il materiale che aveva e che non era gradito a Conte. Questione di opinioni, ma giù le mani da Allegri, in corsa in tutte le competizioni ma soprattutto  in grado di gestire uno spogliatoio che ogni tanto prova ad alzare la testa. Ma lui, caratterialmente, non lo potrà mai permettere. E non lo ha permesso, tanto meno a Leonardo Bonucci che sarà pure dei senatori ma che ha sbagliato nei modi e nei tempi. Allegri ha dato una lezione a tutti, si è comportato ancora una volta da aziendalista, guardando in faccia nessuno, ma pretendendo rispetto per sè, per la maglia, per la società, per i tifosi. Chi ha capito ha fatto flanella, altri hanno alzato la testa, magari aspettando sul trespolo la caduta. A Oporto l’ha vinta lui, con la forza dei nervi distesi, regalando alla Juve i quarti, con le sue idee, con i suoi cambi in corso d’opera. Che possono piacere o meno, ma al momento sono idee vincenti. Far giocare Bonucci contro il Porto avrebbe significato perdere la partita più importante, quella della credibilità davanti allo spogliatoio, avrebbe significato offrire ad altri del gruppo il destro per offendere ancora e alzare la voce. Far giocare Bonucci avrebbe significato delegittimare il tecnico e l’uomo. Non è successo e la Juve ha vinto lo stesso con gli uomini arrivati dalla panchina. Cambi giusti al momento giusto. Il risultato è la logica conseguenza di un atteggiamento e di una mentalità vincente, quella che Allegri ha trasmesso all’ambiente bianconero.  E allora siate più Allegri cari juventini perché come avrebbe detto l’Avvocato, alla Juve l’unica cosa  he conta è vincere. Come sta facendo Allegri. 

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