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Lazio, 6 proprio bella: demolito il Pescara

di EUGENIO SANTI

La Lazio torna a correre e lo fa con una partita di sostanza all’Adriatico. Stende il Pescara  (6-2) ormai in serie B, e si rilancia nei quartieri aristocratici della classifica generale. Un uno-due micidiale tra il 10′ e il 13′ a firma Marco Parolo. Due guizzi, il primo su colpo di testa ravvicinato su centro al bacio di Felipe Anderson, il secondo ancora di testa su angolo di Biglia, lanciano la Lazio e stendono il Pescara che accusa il colpo ma riparte e alla mezz’ora il gol che riapre la partita. Lo firma Benali che racccoglie una corta respinta di Marchetti dopo una fiondata dal limite di Kastanos. Ma non è finita perché il Pescara avrebbe pure l’occasione di rimettere la partita sui binari di equilibrio grazie ad un calcio di rigore. Contatto in area Zampano-Hoedt, Giacomelli non ha dubbi, ma dagli undici metri Caprari si fa ipnotizzare da Marchetti. Ancora un rigore sbagliato dagli abruzzesi, cinque su sette. Ma il Pescara ci crede e prima dell’intervallo Brugman firma il clamoroso 2-2 con un sinistro al volo che gela Marchetti. Sul 2-0 ha sprecato troppo la Lazio che ha avuto l’opportunità di chiudere i giochi, ma reattiva e coraggiosa la reazione del Pescara  che alla fine merita applausi. Ripresa scoppiettante della Lazio che riparte di slancio e dopo appena quattro minuti, ancora lui, Marco Parolo, firma il nuovo vantaggio, sempre di testa sottomisura. Il Pescara prova a reagire ancora una volta ma si aprono praterie per i biancocelesti che sfiorano il 4-2 con Basta poi, lo mettono a segno con Keita. Clamoroso errore dell’ex Milan Muntari che lancia di fatto il contropiede laziale. Immobile attende l’uscita di Bizzarri e serve lo spagnolo che a porta vuota chiude la partita.  Il Pescara crolla e la Lazio dilaga. Angolo di Biglia, sul secondo palo Immobile al volo di sinistro firma la manita e nel finale Parolo mette la firma sulla sua partita perfetta siglando il 6-2. Punizione pesante per il Pescara, ormai in B. La Lazio sorride, torna e correre e rivede l’Europa.

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