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L'ANTICIPO

Napoli, priorità secondo posto

Azzurri contro la Cremonese per riprender il cammino Champions dopo lo stop con la Lazio

Francesco Raiola

Venerdì sera, al Maradona, Napoli-Cremonese non è solo una partita: è una resa dei conti con se stessi. Dopo la sconfitta contro la Lazio, un 2-0 netto e senza appello, il Napoli è chiamato a dare una risposta immediata, prima ancora che in classifica, nella propria identità. Contro i biancocelesti si è visto un Napoli spento, quasi mai realmente in partita, incapace persino di produrre un tiro nello specchio. Un segnale allarmante, che impone riflessioni profonde.

Tra i temi più discussi, il cosiddetto modulo dei “fab4” si sta rivelando, numeri alla mano, un esperimento fallito. Anguissa, Lobotka, De Bruyne e McTominay insieme non sono riusciti a trovare equilibrio né continuità. Troppa densità centrale, poca imprevedibilità, ritmi spesso compassati. Serve qualcuno che rompa gli schemi, che dia strappi e creatività alla manovra: un profilo come Alisson diventa, in questo senso, quasi indispensabile per restituire imprevedibilità e ampiezza a un gioco che contro la Lazio è apparso prevedibile e leggibile. Anche la fase difensiva lancia segnali chiari. Senza un riferimento solido come Rrahmani, il reparto ha perso leadership e sicurezza. Buongiorno, adattato al centro, ha mostrato limiti evidenti nella gestione della linea e nelle letture, confermando la necessità di ritrovare gerarchie più definite. In un finale di stagione in cui ogni dettaglio pesa, la tenuta difensiva torna a essere un fattore decisivo.

Eppure, nonostante tutto, il Napoli è ancora padrone del proprio destino. La sfida contro la Cremonese diventa cruciale per consolidare la zona Champions e avvicinarsi in maniera quasi matematica all’obiettivo europeo. Allo stesso tempo, gli azzurri hanno l’opportunità di difendere e rafforzare quel secondo posto alle spalle dell’Inter, una posizione che resta ampiamente meritata se si considera una stagione segnata da quasi quaranta infortuni, che ne hanno inevitabilmente condizionato il percorso.

Conte lo sa bene. Il tecnico è chiamato a trovare soluzioni rapide, a rimettere ordine e soprattutto a restituire fiducia a un gruppo che, pur tra difficoltà e contraddizioni, ha dimostrato di avere valori importanti. Napoli-Cremonese è il classico snodo che separa una reazione da una crisi. E sullo sfondo resta il tema del futuro. La prossima stagione è già nei pensieri del club, con o senza Conte, ma passerà inevitabilmente da queste ultime prestazioni. Ritrovare gioco, equilibrio e identità è il primo passo per chiudere bene e ripartire meglio. Venerdì sera servirà molto più di una vittoria. Servirà un segnale. Forte, chiaro, definitivo.

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