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Mancini: “Dobbiamo giocare bene e vincere il più possibile”

Il Ct azzurro rilancia la sfida: "I tifosi mi perdoneranno. Perdere questa maglia è come perdere la donna della vita"

Massimo Ciccognani

Tirato a lucido come non mai, sciolto, Roberto Mancini si presenta alla sua “nuova” prima con il Club Italia con le idee chiare e la voglia di riprendere da dove aveva lasciato. E subito una precisazione su quel turbolento addio a ferragosto del 2023. “Credo che tre anni fa ci fu una mancanza di comunicazione tra me e Gravina, purtroppo è andata così e mi dispiace. Con Gravina ho parlato e ho chiarito: la responsabilità è totalmente mia, ma la questione del 2023 è già alle spalle. Per me la nazionale è importante, è stato come perdere la donna della vita. Mi dispiace tanto, per tutto ciò che è accaduto. Grazie a Malagò ho avuto una seconda possibilità e cercherò di sfruttarla”. 

Idee chiare su cosa fare da domani visto che gli impegni saranno ravvicinati e tutti di spessore. “Voglio mettere in campo una squadra che sappia fare quello che abbiamo visto nel 2021. I giocatori sono giovani, bisogna dargli fiducia. I quattro gironi di Nations League sono formati da grandi nazionali, saranno partite importanti. Capiremo dove dovremo migliorarci. Sarà un girone difficile per noi, ma anche per gli altri. Tifosi? Cercherò di fare in modo che la squadra cerchi di giocare così bene che i tifosi mi perdonino per ciò che è accaduto”. 

Ricomincia da dove ha lasciato con bilancio che è un come un bicchiere da interpretare se è mezzo pieno o mezzo vuoto. “Vincemmo un Europeo meraviglioso e abbiamo fatto 4 anni senza perdere. L’esclusione dal Mondiale è arrivata senza perdere mai nel girone, il calcio a volte è anche questo. Io penso positivo, e spero che le cose belle possano ripetersi”. 

Guardando il Mondiale, ci sono nazionali che volano e il gap sembra essersi allungato. “Penso che in Italia ci siano giocatori bravi, ma bisogna dargli fiducia e farli giocare. Se ricordate Zaniolo, quando venne da noi la prima volta fu in difficoltà già dal raduno, ma dopo tre mesi era già un’altra persona. Penso che di ragazzi così ce ne siano tanti in Italia. Certo, non avrò più colonne come Bonucci e Chiellini che sono state importanti, ma credo che ci siano giocatori bravi, tecnici e giovani da cui ripartire. Credo che riusciremo, successivamente, a trovare anche i giocatori chioccia in grado di fare da colonna”. 

L’obiettivo è a lunga scadenza, partendo dall’Europeo fino ad arrivare al prossimo mondiale. Sperando di poter sognare. “Il 90% dei giornalisti all’inizio credeva che fossimo settimi o ottavi in Europa, e poi abbiamo spiazzato tutti. Credo che se l’Italia andrà al Mondiale, diventerà una delle favorite, anche se sulla carta non lo è. L’obiettivo è formare una squadra velocemente per arrivare a quel punto. Contratto? La prima volta sono stato qui 5 anni e sono stato bene. Io spero di poter vincere uno o due trofei importanti e rimanere anche dopo se sarà possibile”.

Fondamentale sarà far giocare tutte le nazionali con lo stesso sistema di gioco. “Contano gli uomini e contano i sistemi: io penso che le nazionali (almeno l’Under 19, 20 e 21) debbano avere lo stesso sistema di gioco. Ripartiremo dalle basi gettate nel 2023, per avere una squadra con spirito offensivo e per cercare di vincere tutte le partite. Giocare contro l’Italia non sarà semplice”. 

Campionato con troppi stranieri. Mancini non s tira indietro “La percentuale di stranieri è la stessa di 5 anni fa. Noi speriamo che giochino più italiani, facendo giocare anche giocatori più giovani. Sarebbe bello anche vedere più italiani che giocano all’estero”. 

Rispetto al recente passato, in prima linea avrà più scelta. “Allora c’era solo Immobile. Spero che Esposito, Kean e Retegui arrivino a segnare gli stessi gol in carriera di Immobile. Kean l’ho fatto debuttare io, lo conosco bene. Non credo che tra centravanti e ali siamo messi così tanto male in attacco. Personalmente mi auguro che giochino più italiani possibile per avere più scelta. Il mio obiettivo è quello di ripartire vincendo da subito, nel calcio conta questo”.

E allrea, andiamo a cominciare. Nel nome di Mancio.

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