IO TIFO NAPOLI

Un nuovo viaggio

Salvatore Savino *

Per l’inspiegabile soddisfazione di tanti, Antonio Conte è andato via: non che non sia giusto pensarla cosi’, ma in genere un allenatore che in due anni vince scudetto e supercoppa dovrebbe essere osannato ed idolatrato dal pubblico e dai mezzi di informazione, ma in questa città, come sappiamo bene, quasi nulla segue l’andamento che ci si aspetterebbe per logica. Non è il caso di andare a fare l’esegesi della conferenza stampa, la rielaborazione in chiave psicologica delle parole usate e addirittura delle posture assunte: appare evidente che, come in tutte le occasioni del passato, per cui già viste e riviste, mi è apparso un evidente caso di  “Giorgio se ne vo’ i’, e ‘ o Vescovo ‘o vo’ mannà”, nel senso che entrambi i protagonisti propendevano per l’addio e cercavano una soluzione che non mettesse nessuno dei due nel ruolo del cattivo, di quello che aveva rotto i rapporti. Un po’ come due fidanzati che si lasciano e dichiarano alla comitiva di amici che però si vogliono tanto bene e che forse da lontano se ne vorranno ancora di più.

Noi amiamo il Napoli però, e dobbiamo guardare al futuro, che non appare all’orizzonte chiaro e visibile allo stato delle cose: come accade sempre in questi casi, stanno venendo fuori decine di nomi, con tanti che danno per sicuri allenatori che avrebbero già firmato, trattative avanzatissime, amici di amici di amici che diventano fonti attendibili, o, con un vecchio trucco da imbonitori, si fanno tanti nomi per cui, quasi naturalmente, alla fine si sarà indovinato. Volevo chiarire, perchè vedo che ce n’è la necessità, che ai tifosi veri non interessa la gara tra chi dà per primo la notizia, non si giudica la credibilità o la professionalità’ di chi scrive o parla di calcio, sulla base dell’eventuale indovinare prima il nome del nuovo tecnico. Il tifoso vuole sapere chi sarà quando è un dato ufficiale, acclarato, per poi conoscerne ed approfondirne le caratteristiche tecniche i sistemi di gioco che adotta maggiormente, ma soprattutto si attende di vederlo lavorare qui, a Napoli, dove tutto diventa più complicato ma anche meravigliosamente unico.

Ora ad esempio, sembrerebbe che la corsa sia rimasta a due, Max Allegri e Vincenzo Italiano, in rigoroso ordine alfabetico, e già qua mi viene da sorridere, pensando alla assoluta differenza tra i due, su qualunque argomento tattico ci si voglia soffermare, ed allora mi viene spontaneo pensare che, se cosi’ fosse, il Napoli starebbe scegliendo, con la stessa serenità, senza aver valutato la rosa in organico, i calciatori che rientreranno e quelli che hanno desiderio di andare a vivere nuove esperienze, tra due opposti. Devo andare in vacanza e sto scegliendo tra i Caraibi e il Polo Nord, senza far differenza…bah!

Immagino i pensieri degli appassionati dello spettacolo calcistico, motivo di risentimento nei confronti di Conte, all’eventuale arrivo di Allegri, o quello dei pragmatici amanti del risultato a quello invece di Italiano, dal calcio spumeggiante ma dalla fragilita’ del pacchetto arretrato. Tutte teorie, amici miei, tutte considerazioni che lasciano il tempo che trovano, perchè gli allenatori di quel livello sono in grado di proporre svariate chiavi di lettura tattica, sistemi di gioco, variazioni in corso d’opera. Speriamo solo di non dover fare i conti con caterve di infortuni, con lamentazioni settimanali degli insoddisfatti, con troppi vaticini nefasti dei tanti rapaci notturni che abitano il sottobosco, attendendo pazientemente di poter annunciare disastri sportivi con l’antica formula dell’ “io lo avevo detto”. I tifosi non daranno premi e riconoscimenti a chi si intesterà le eventuali difficoltà, a chi vorrà sentirsi “padre putativo” degli avvertimenti preconizzanti negatività, a chi salterà su o giù dal carro in  base ai risultati, perchè ormai è un gioco conosciuto, che non entusiasma nessuno. Adesso sulla nostra panchina, arriva Massimiliano Allegri e mi raccomando una sola cosa: cerchiamo di stargli accanto, di essere dalla stessa parte, sulla stessa barca. Sono passati anni da quando il grande Rafa Benitez parlava di dover stare “spalla a spalla” per lottare e vincere: aveva già capito tutto…

Al di la’ di ogni ragionevole dubbio sul gioco, le scelte, le preparazioni, il carattere, le modalità comunicative, permettemi di ringraziare e idealmente abbracciare Antonio Conte: da una squadra al decimo posto, in due anni uno scudetto, un secondo posto, una Supercoppa. Credo che davvero solo a Napoli si sarebbe potuto criticare, a volte con eccessiva durezza, un tecnico con questi risultati, ma noi siamo unici in tutto. Auguri per tutto, Mister Antonio Conte, lei non ci ha tradito, ci ha fatto vincere, e per questo le auguro di ricevere ancora le soddisfazioni che merita, magari in quella Europa che tanti le addebitano come area difficile. In Italia, comprenderà, le auguro di arrivare secondo, ma solo se a vincere dovesse essere il Napoli. Una preghiera ancora: con Allegri, cerchiamo, almeno questa volta, di non fare le fazioni pro e contro, perchè ai tifosi non interessa nulla. Buona estate a tutti i tifosi del Napoli, e che sia preparatoria di una stagione di gioie, di vittorie, di emozioni, tutte azzurre. Forza Napoli Sempre

*Scrittore, tifoso Napoli

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