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A Torino per riprenderci quello che è nostro

Stefano Sale *

Per qualche ragione sconosciuta si continua a snobbare un trofeo nazionale che manca da quasi vent’anni. È dal 2008 che non l’alziamo, ed è dal 2018 che non arriviamo neanche ai quarti di finale. Da quando la finale di svolge a Roma, cioè a casa nostra, abbiamo fatto solo figure barbine, tra Spezia, Cremonese e Alessandria. Ora anche al Torino viene permesso di venire a dominare ed espugnare all’Olimpico, per la seconda volta in questa stagione. La squadra messa in campo è una cartina tornasole, fatta di seconde linee, scesa in campo con poca voglia di andare a giocarsi l’anima in una partita secca da dentro o fuori. Qui c’è anche lo zampino di Gasperini, che sperava di passare con le riserve, o di arrivare ai rigori. Chissà se veramente ci teneva a questa coppa visto che aveva già perso tre finali con l’Atalanta. Mollare la coppa per giocarsi tutto per il campionato e forse l’Europa League. Puoʻ essere questo il motivo di risparmiare energie e titolari? Ma ci sono solo altre tre partite secche da giocare per arrivare in finale, non dieci. In finale adesso arrivano squadre come Atalanta, Lazio e Fiorentina e ora la vincono squadre come il Bologna. Le altre non la mollano. E noi? 

Questo per inseguire sempre questo ipotetico quarto posto, un piazzamento, non un trofeo. Che poi non arriva mai, visto che da anni arriviamo sempre quinti o sesti. Perchè questo snobbismo. Ricordo le leggendarie vittorie negli anni 80, l’ultima vinta con Totti e De Rossi nel 2008 contro l’Inter. Quando abbiamo alzato la coppa a Tirana è stata una gioia unica ed incontenibile. A Budapest ce l’hanno scippata e siamo rimasti tramortiti. Invece l’altra sera ho percepito menefreghismo ed indifferenza. Invece io sogno di rialzare la Coppa Italia, a casa nostra, all’Olimpico. Con favole da raccontare ai nipotini, come la magìa di Antonio Arena, un impresa spezzata solo per colpa da una nostra disattenzione pochi minuti dopo, perchè evidentemente non c’era la voglia e la concentrazione giusta per vincere questa partita. Perchè forse non era così importante.  Troppo poco dispiacere. Questa è stata la mia percezione a fine partita.

Ora c’è un quarto posto da raggiungere. La priorità è partecipare non vincere. Con i soldi che vengono appresso dalla Champions. Oggi per qualcuno questo vale molto di più di una gioia per una coppa alzata al cielo. È il calcio moderno che a volte stride e mangia la vera essenza del mondo pallonaro. Il tifo e l’emozione. Intanto a Trigoria sono finalmente arrivati i rinforzi. Spesi 50 milioni. Almeno speriamo torni il sorriso a Gasperini. Con buona pace di Ranieri e Massara. Ricomincia la corsa. A Torino per riprenderci il maltolto. Forza Roma. 

*Roma Club Dublino, tifoso Roma

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