Enrico Rossi
La Roma ha cuore e carattere, non si butta mai via. Lo spot per il calcio lo ha regalato la squadra di Gasperini che ha dominato in lungo e in largo l’Atalanta, è andata sotto a inizio ripresa sull’unica palla creata dalla Dea, ma ha tenuto botta fino alla fine, riprendendola al minuto 89 e vincendola al terzo di recupero. Due a uno e testa della classifica. Si chiama carattere, quello di una squadra che si è sentita sodomizzata dopo aver subito un gol ingenuo in una partita stradominata sul piano del gioco e delle occasioni. Tre legni, sei palle gol sventate da Carnesecchi, mai punito per le troppe perdite di tempo, altrettante andate fuori per un nulla. L’Atalanta di Sarri gioca una partita tutta sulla difensiva, ma trova un gol a inizio ripresa. La Roma ci prova in tutte le maniere ma la palla non entra. A uno dalla fine la testa di Hermoso sembra salvare una partita maledetta, ma al terzo di recupero, arriva il gol di Soulé che fa esplodere l’Olimpico. Vittoria meritata, per volume di gioco, occasioni. L’Atalanta ha fatto nulla, si è ritrovata avanti quasi per sbaglio e ha difeso il vantaggio, ma questa Roma ha dimostrato di essere tanta e quello che non era friuscito in 89 minuti, si è materializzata in quattro giri di lancette. Pari e sorpasso e agganciata l’Inter in vetta a punteggio pieno.
Un primo tempo di sola Roma Gasperini conferma la formazione di Lecce, con il recupero di Ndicka, c’è anche Dybala. E’ un primo tempo letteralmente dominato dai giallorossi, quattordici tiri in porta contro uno soilo dell’Atalanta, peraltro velleitario, quattro parate/gol sventate da Carnesecchi, un lungo assedio con la Roma sempre prima sulle seconde palle, Atalanta ridotta ai minimi termini. Ma la partita è rimasta inchiodato sullo 0-0 iniziale. Sospiro di sollievo per Sarri, mastica amaro Gasperini che per volume di gioco e occasioni create dai suoi, avrebbe meritato il vantaggio. L’Atalanta è stata schiacciata dalla supremazia giallorossa in mezzo al campo dove Konè ha recuperato palloni in quantità industriale, Mora, Dybala e Malen hanno fatto impazzire la retroguardia della Dea, con Wesley che ha sfondato ripetutamente a sinistra. Ma il gol non è arrivato.
Sblocca Ederson Nella Dea c’è Krstovic per Scamacca. Neppure un giro di lancette e l’Atalanta si prende subito il vantaggio. De Ketelaere vince un duello con Hermoso e mette in mezzo, la difesa della Roma non allontana, arriva Ederson e la piazza. A sorpresa. Carnesecchi sala su Konè poi è il momento di Molina e Soulè per Lulli e Mora, la Roma spinge e lascia spazio al controgioco atalantino, fuori la conclusione di Krstovic. Dentro anche Ghilardi e Castro, fuori Mancini e Malen. Gran giocata di Castro, destro che però si infrange sul palo. Dentro Pasalic e Zalewski, fischi dell’Olimpico per l’ex. Gasperini richiama Ndicka, dentro Balerdi. Se le gioca tutte. La Roma riprende l’assedio, ma fuori di poco un mancino a giro di Dybala, ma i minuti passano inclementi per la Roma che attacca a testa bassa, ma non graffia. E che non sia giornata lo si è capito quando Castro ha incornato alla perfezione un centro dalla destra e la palla ha centrato la traversa. Subirto dopo una doppia occasione sventata da Carnesecchi, il migliore in campo.
Hermoso-Soulè, festa Roma Carnesecchi continua a fare miracoli, ferma prima Dybala poi Wesley, ma la Roma non merita la sconfitta. E allora ci pensa Hermoso a metterci la testa e formare il pari a un minuto dalla fine. Ma non è finita perchè i 67mila dell’Olimpico prendono a soffiare alle spalle dei giallorossi e Soulè al novantatresimo fa gonfiare ancora la rete di Carnesecchi. Tutto vero, quattro minuti per ridare alla Roma quello che si era meritata in tutta la partita.


