Salvatore Savino *
La prima, peraltro immeritata per come si è sviluppata la gara, sconfitta del Napoli di Allegri, ha dato immediatamente il via a tutti quelli che erano seduti sulla riva del fiume in trepidante attesa per poter dire: lo avevamo detto. Secondo costoro, come direbbe il grande Bartali, “l’e’ tutto sbagliato, l’è tutto da rifare”. Non è cosi’: il Napoli ha cambiato tecnico, maniera di giocare, preparazione, ecc. Occorre un po’ di tempo per carburare, tutto qui. Allegri aveva preparato bene la squadra: baricentro basso per contenere le incursioni dei giocatori di qualità di Fabregas: Nico Paz, Baturina, Diao, e senza i due marchiani errori dei singoli, aveva funzionato. Nella ripresa, come a Genova, i cambi, con gli innesti dei giocatori più tecnici e dei velocisti, avrebbero potuto costruire la vittoria o almeno contenere il pareggio. Qualche errore in fase di costruzione e finalizzazione, un rigore solare negato su Lang ed un fuorigioco di pochi centimetri hanno lasciato il risultato negativo. Da qui a intonare i de profundis ne passa di strada: non siamo una squadra allo sbando, come qualcuno vorrebbe forse far credere. Ora si va a Milano, a casa della capolista Inter, e poi sarà già super Champions con l’Arsenal. Impegni difficili? Certamente sì. Grande rispetto per entrambe, ma mai paura: siamo il Napoli, e dimostreremo forza e orgoglio. Non saranno le prime ombre della sera per la gara con il Como a farci spaventare, basterà un buon risultato e, come diceva San Francesco d’Assisi: “a volte un raggio di sole è sufficiente per spazzare via molte ombre”. Forza Napoli Sempre
*Scrittore, tifoso Napoli

