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Nations League. L’Italia domina la Polonia e torna in testa al girone

Massimo Ciccognani

REGGIO EMILIA L’Italia va e meglio non poteva omaggiare la Città del Tricolore, con una vittoria netta quanto stretta sulla Polonia che riconsegna agi Azzurri i primato nel gruppo A di Nations League. Finisce 2-0 per effettop dei gol di Jorginho e Berardi, troppo poco er quanto espresso e fatto vedere dalla nostra Nazionale che ha dominato in lungo e largo l’ex capolista del gruppo che al Mapei non ha mai tirato in porta, il che la dice lunga sul dominio azzurro.

Le scelte dei ct Evani, che anche stasera sostituisce in panchina Roberto Mancini vittima del Covid, deve fare a meno di pezzi importanti, tra infortuni e Covid. Oltre al ct e Immobile, restano fuori Chiesa, Bonucci, Biraghi, Castrovilli, Gagliardini (Romagnoli solo in panchina). Solito 4-3-3 con Donnarumma tra i pali, Florenzi ed Emerson sugli esterni, Acerbi e Bastoni (preferito a Di Lorenzo) centrali per una inedita coppia difensiva. In mezzo confermati i tre previsti alla vigilia, ovvero Locatelli, Jorginho, Barella, mentre davanti Bernardeschi la spunta su Berardi e va a formare il tridente offensivo con Belotti e Insigne. Brzeczek, ct polacco, si affida a Robert Lewandowski unica punta nel suo 4-2-3-1. Alle spalle del campione d’Europa con il Bayern, occhio al granata Linetty. Dietro comanda la difesa lo juventino Szczesny, con Glick centrale insieme a Bednarek, Bereszynski e Reca gli esterni. Solo panchina per Milik, Zielinski e Piatek.

La mano di Mancini Partiamo da una considerazione: l’Italia di Mancini c’è e si vede. Roberto ha fatto un gran lavoro tanto che invertendo i fattori, il prodotto non cambia. Tante assenze, ma il gioco non ne risente e la squadra in campo si trova che è una meraviglia. Certo, poi le individualità fanno la differenza, ma intanto l’Italia fa la partita e spazza via la Polonia che nei primi 45′ non riesce a confezionare la miseria di un tiro in porta. L’esatto contrario di un’Italia che produce un gran volume di gioco, crea tante occasioni ma non monetizza come dovrebbe. Meglio la catena di sinistra, dove Emerson e Insigne mandano ai pazzi la retroguardia polacca. I mezzo Jorginho c’è ed è tanta qualità, come è di sostanza Barella e quel Locatelli che anche in azzurro cresce in continuazione. Dietro, come detto, c’è un muro, perché Acerbi si incolla a Lewandowski e non gli fa toccare palla e stessa cosa capita quando nel gioco delle parti tocca in marcatura a Bastoni che poteva inizialmente apparire un rischio, ma che il ct vince alla grande. Florenzi spinge meno di Emerson, dedicandosi più alla copertura di Jozwiak. Davanti Belotti è animato, ma ne sbaglia un paio piuttosto clamorose, mentre Bernardeschi incide poco.

La sblocca Jorginho L’Italia crea, e pure tanto, ma non concretizza. Ci prova Belotti, alto, poi Insigne si inserisce coi tempi giusti e la mette alle spalle di Szczesny, ma gol annullato per posizione irregolare di Belotti. In mezzo ci poteva scappare il rosso per Lewandowski che smanaccia in maniera palese Bastoni. Il fallo c’era tutto, come il nervosismo di Lewa. L’Italia spinge e il vantaggio arriva su una percussione di Belotti che in area viene steso da Krychowiak e Turpin non ha dubbi. Rigore che Jorginho trasforma con freddezza, spiazzando Szczesny: 1-0. L’Italia spinge e meriterebbe il raddoppio. Pennellata al bacio di Insigne su punizione, palla nello spazio per Belotti che di sinistro spedisce però in curva. Che occasione per il Gallo. Ancora Insigne, in mezzo per la testa di Acerbi che costringe Szczesny in angolo. E’ un’Italia bellissima che va al riposo col minimo vantaggio. Poco, troppo poco per il dominio azzurro.

Doppio cambio polacco alla ripresa del gioco. Dentro Zielinski e Goralski per Moder e Szymanski. L’Italia vuole chiuderla per evitare rischi. Ci prova Insigne che al momento della conclusione trova la deviazione, involontaria di Acerbi. L’Italia domina e sfonda con irrisoria facilità a sinistra, con l’ispirato Insigne ed Emerson, ma non graffia. Poi lo scugnizzo si mette in proprio, conclusione a giro, Szczesny c’è. Ma è “solo musica italiana” quella del Mapei, con la Polonia che continua a guardare impotente. Belotti va a terra colpito duro da Goralski e per poco non ne nasce una rissa. Bernardeschi non incide ed Evani decide di cambiare, inserendo Berardi. Tatticamente cambia nulla, ma proprio l’attaccante del Sassuolo per poco non trova il raddoppio dopo uno scambio piuttosto casuale con Belotti, sinistro che finisce fuori di poco. Glik chiude su Emerson, poi Bednarek stoppa con le mani una conclusione di Belotti, ma per Turpin non è rigore. Dentro Milik per gli ulmini quindici minuti al posto di Linetty e Polonia adesso schierata con due punte effettive. Ma a stretto giuro rimane in dieci perché Goralski, dopo il fallaccio su Belotti, ne fa un altro sempre sull’attaccante del Toro: Turpin estrae il secondo giallo e poi il rosso. Cambia anche Evani, fuori Belotti, dentro Stefano Okaka con un finale ancora tutto da scrivere. Tanta, troppa Italia per una piccola Polonia. Emerson costringe agli straordinari Szczesny, poi Insigne inventa un pallone d’oro per Berardi. L’esterno del Sassuolo fa tutto bene e fulmina il portiere polacco sul primo palo: 2-0 e fine dei giochi. Finisce qui, con l’Italia che torna in testa al gruppo A con 9 punti, uno in più dell’Olanda vittoriosa per 3-1 sulla Bosnia. E mercoledì si chiude proprio a Sarajevo contro i bosniaci, mentre l’Olanda sarà di scena in Polonia. Girone ancora aperto, ma chiavi in mani agli azzurri. Straordinari.

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