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De la Fuente: “Ho ammirazione per l’Argentina”

Il tecnico della Spagna alla vigilia della finale mondiale

Massimo Ciccognani

NEW YORK Luis de la Fuente è la serenità fatta uomo. Si presenta al Javits Center di Manhattan, la sede scelta dalla FIFA per la conferenza stampa degli allenatori delle finaliste del Mondiale, col volto sereno, rispettoso dell’avversario, ma convinto delle possibilità di espressione dei suoi. “È già un privilegio essere in finale. Mi iscriverei ogni anno per raggiungere una finale di Coppa del Mondo e perdere. Vogliamo lottare per vincere. Ci godremo questo momento. Sono un grande avversario con un palmarès spettacolare”.

Davanti c’è un’Argentina con tanto talento: “Sarà uno spettacolo fantastico. Sono due super squadre, con molte similitudini. Ognuna di noi cercherà di dettare il gioco, ma entrambe le squadre giocheranno una partita in cui il talento prevarrà. Gli arbitri sono lì per esaltare lo spettacolo. E noi faremo la nostra parte per loro”.

Siparietto simpatico quando qualcuno fa osservare che è un po’ nervoso. “Si lo sono, ma solo perché ora stiamo tornando in hotel in elicottero, e questo mi rende nervoso. Nient’altro. Per il resto sono completamente calmo. Quello che vogliamo è goderci il momento. Yamal? Lamine sta bene, è al 100%. Ha subito un brutto colpo, ma ha giocato tutta la partita alla perfezione. Ieri gli abbiamo concesso un periodo di riposo e oggi si è allenato normalmente con i compagni. Sta bene, non ha nessun problema. Come gli altri, tutti si sono allenati bene. Speriamo che domenica non ci siano intoppi. Lamine è Lamine, Messi è insostituibile. È un esempio. Il suo atteggiamento, il suo comportamento. Alla sua età e in un Mondiale così spettacolare”.

Un percorso partito da lontano, di cui Luis va fiero. “Il trucco è lavorare, lavorare e lavorare. E anche così, le cose non sempre vanno come vorresti. E quando non vanno come vorresti, devi continuare a lavorare e circondarti di brave persone: buoni giocatori, un buon staff tecnico. Prima di iniziare questo percorso, ho parlato ai giocatori delle peculiarità del Mondiale, ed è quello che abbiamo. Non abbiamo avuto una sola lamentela, una sola critica. Tutto ciò che oggi ci sembra strano potrebbe essere la normalità tra qualche anno. È così e basta. Adattamento, punto e basta”.

E con Scaloni sarà una sfida tra purosangue. “Tra me e Scaloni siamo d’accordo su molti concetti. Abbiamo molto in comune sotto questo aspetto. In questa parità, dobbiamo cercare di vincere sui piccoli dettagli e di imporci. Quando toccherà a noi soffrire, lo faremo. A uomo su Messi? Lo conoscevo da quando allenavo le giovanili del Siviglia. All’inizio lo marcavamo a uomo. Poi il giocatore ha preso un cartellino giallo, l’ho sostituito e ci hanno marcato quattro volte. Non lo marcheremo a uomo, ma saremo vigili. E Scaloni ed io siamo due grandi rivali che si stimano molto. È un privilegio affrontarci”.

Evita il dibattito quando si parla di Argentina scorretta e sleale. “Rispetto tutte le opinioni, ma no. Ho grande ammirazione per la nazionale. Hanno appena fatto la storia e sono allenati da un mio amico. Ognuno userà le proprie tattiche calcistiche, ma questa è una partita di calcio”.

Già, che la Spagna vuole vincere.

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