Salvatore Savino *
Il Napoli manca il primo match point Champions, facendosi battere in casa da un Bologna tutt’altro che trascendentale, ed è stato un Napoli che pone i suoi tifosi in una condizione di dubbio. Innanzitutto, continuiamo a giocare per un tempo solo, stavolta il secondo, e questo almeno mi evita di poter pensare ad un calo fisico. Tatticamente, continuano i miei interrogativi sul motivo per cui si gioca con una difensiva con tre marcatori, anche quando l’avversario presenta solo una punta e nemmeno così avanzata, mentre concediamo spazio al centrocampo avversario. Se riusciamo a far segnare persino Bernardeschi, già sul finire della carriera, vuol dire che qualcosa non ha girato per il verso giusto. Dobbiamo però essere coerenti, e portare avanti il nostro cammino. Ora non è il tempo di fare valutazioni tattiche, e forse non vale la pena nemmeno di parlarne. Noi napoletani abbiamo purtroppo dei cattivi ricordi, anche piuttosto recenti, che riguardano la qualificazione in Champions League, ed il modo indecoroso con cui fu gettata alle ortiche. Purtroppo, noto alcune similitudini: i dubbi sulla permanenza del tecnico, alcuni giocatori giunti probabilmente al termine della loro parabola azzurra, magari dopo aver vinto due scudetti, e che forse non hanno più grandi motivazioni, e poi, cosa che qui a Napoli non ci facciamo mancare mai, una continua e a volte persino stucchevole discussione da parte dei tifosi, ma anche degli organi d’informazione. Chiarisco subito la mia posizione per avere la possibilità di esprimermi senza timore di confusione: a me interessa adesso soltanto che il Napoli si qualifichi alla più prestigiosa delle coppe europee, fondamentale per il prestigio, ma anche e soprattutto perché consentirebbe al nostro club di mantenersi ai livelli altissimi, cui fortunatamente ci ha abituati. Occorrono solo tre punti, e non voglio, non posso immaginare, nemmeno nei più tristi dei miei incubi, che ciò non accada già da subito, nella gara con il retrocesso Pisa. Su mister Antonio Conte, mi auguro non solo che resti sulla panchina del Napoli per la prossima stagione, ma che rinnovi per altri due anni, e ne chiarisco i motivi: non è mai conveniente avere un allenatore che ha solo un anno di contratto, a scadenza, perché questo apre nei calciatori l’idea che non sia parte di un progetto credibile, ma solo di un traghettatore verso un futuro ancora sconosciuto. E ancora: Conte è un tecnico vincente, lo è ormai quasi per antonomasia, e nessuna società gestita bene, come lo è il Napoli, se ne priverebbe a cuor leggero. Ancora, e concludo le mie motivazioni, a me interessa che il mio Napoli vinca, o ci vada il più vicino possibile, a me dello spettacolo, dei tikitaka, dei sofismi tattici, non interessa nulla. Non sostengo il calcio brutto, sparagnino e catenacciaro, ma il Napoli di Conte non lo è. Soprattutto nei big match, spesso gli azzurri hanno sciorinato bel gioco, trame interessanti, e vittorie prestigiose. C’è un movimento di opinione, che non condivido in alcun modo, che rema contro Conte in maniera esplicita, forse dimenticandosi troppo in fretta che è passato meno di un anno da quando gli stessi riempivano balconi, articoli di giornale, e trasmissioni radiofoniche e televisive, di bandierine azzurre. Addirittura, si sta creando il mito del “figliol prodigo alla Toscana”, che esplicitamente critico, contrasto e respingo sin da subito. Mister Conte, so che probabilmente non leggerà mai queste mie parole, ma mi permetto di rivolgerle un pensiero: si disinteressi di tutto quello che si scrive, si legge, di cui si parla in questa città meravigliosa ma assolutamente incomprensibile. Nello spogliatoio, guardi bene profondamente negli occhi tutti i suoi calciatori: comprenda, e lei ne ha indubbiamente la capacità, chi vuole ancora lottare e sudare per il Napoli. Non valuti la gratitudine, i ricordi, gli affetti, valuti soltanto chi si sente di avere ancora il cuore azzurro e si affidi a loro. Spero poter scrivere ancora, a partire dal prossimo campionato, di un Napoli di Antonio Conte. Forza Napoli Sempre
*Scrittore, tifoso Napoli





