Salvatore Savino *
In ciascuno di noi esistono, e spesso convivono nei pensieri, i tre tempi che scandiscono la vita: il passato, il presente, il futuro. Il ragionamento può applicarsi anche al calcio e alla vita dei tifosi. Bisogna guardare al passato, perché insegni a non ripetere gli errori commessi; al futuro, perché si provi a raggiungere un traguardo gratificante, ma non bisogna cadere nel tranello di non vivere il presente, ed il presente del Napoli significa dover vincere quante più gare possibili delle cinque che mancano al termine del campionato, perché bisogna blindare la qualificazione Champions e, in questo la vedo diversamente da mister Conte, bisogna provare ad arrivare secondi, che significherebbe avere quanto meno una nuova chance in Supercoppa. Dico questo perché mi sembra, e purtroppo questo a Napoli non è una novità, che ci si stia molto impegnando a rivangare gli errori del recente passato e a discettare sulla prossima stagione, dimenticando che questa non è ancora finita. Facciamo nostre le parole di Miguel Cervantes:
“Ieri non è che un sogno, e domani è solo una visione, ma ogni giorno ben vissuto rende ogni ieri un sogno di felicità, e ogni domani una visione di speranza”. L’ oggi è fatto di Napoli – Cremonese, di tre punti da prendere, senza se e senza ma, con i fab four, con Allison Santos, con chi vogliono loro, ma senza altro risultato diverso dalla vittoria. È vero che un club importante come il Napoli ha il dovere di programmare il futuro con anticipo, ma non ho alcun dubbio che lo stia facendo già, con la competenza che conosciamo e che i grandi risultati degli ultimi anni certificano, senza timore di poter essere smentiti. Ho trovato invece deludenti, e a tratti imbarazzanti, alcuni commenti che ho letto e ascoltato sulla figura di Antonio Conte. La critica è un diritto di chi segue il calcio, ma quello che non mi ha trovato d’accordo è il repentino cambio di rotta da parte di tanti, che avevano riempito il tecnico azzurro di complimenti, ma davanti alle gare con Parma e Lazio, hanno troppo in fretta dimenticato, riscoprendosi censori e giudici impietosi. Eravamo carichi, convinti di poter rimontare e coltivare un altro sogno tricolore, ma il campo ci ha mandati al tappeto, con un montante che ci ha colti senza guardia alzata, ma francamente, gettare nel fango una squadra, una gestione tecnica, una stagione che ha portato una Supercoppa e, spero non ci sia dubbio, una qualificazione Champions, resta per il Napoli una ottima stagione. Ottima, se ogni tanto ci si ricordasse anche che non abbiamo la bacheca del Real Madrid, né le casse del Bayern Monaco. Bisognerebbe ricordare, con Shakespeare, che qui: “Si soffre molto per il poco che ci manca, e gustiamo poco il molto che abbiamo. “Il Napoli è amore, è voglia di stare insieme, è passione, e non deve essere legato solo alla logica fredda del risultato. Abbiamo vissuto momenti di gioia indicibili che non hanno portato a vincere nessun campionato e nessun trofeo, ma che tutti abbiamo ancora nel cuore, come ricordi di una dolcezza infinita. Sono passati otto anni dall’imperioso stacco di Kalidou Koulibaly, che a Torino ci portò con lui in cielo, ebbri di follia. Non vincemmo lo scudetto, che forse sarebbe stato il più meritato di tutti, ma tifare per il Napoli significa essere vicini alla squadra sempre, nelle vittorie e nelle sconfitte. Anzi, è proprio nei momenti più difficili che ci si deve far sentire di più: a mio modo di vedere, non si va via dallo stadio quindici minuti prima della fine, abbandonando la squadra al proprio destino, alla sconfitta. Non si fischia alla fine del primo tempo perché si perde o perché non si esprime bel gioco. È diverso dall’andare al cinema o al teatro, dove si paga il biglietto e si applaude o fischia in funzione dello spettacolo o del proprio gradimento. Si va al Maradona (e basterebbe solo pronunciarne il nome a dimostrarlo), ad amare. A sostenere. A gioire sì, ma se c’è difficoltà, a dimostrare vicinanza. Quando si ama non si abbandona nelle difficoltà, ma ci si stringe ancora più forte. Perché, con le parole di Torquato Tasso: “Amor l’alma m’ allaccia di dolci aspre catene…” Forza Napoli Sempre.
*Scrittore, tifoso Napoli





