Stefano Sale *
È sotto gli occhi di tutti, ma qualcuno fa finta di non vedere. Mourinho è sotto attacco, la Roma è sotto attacco. Le nefandezze arbitrali viste a Venezia è solo l’ennesimo affronto che ha subito il popolo romanista, in atto da quel giallo ridicolo dato a Pellegrini contro l’Udinese che gli è costato il derby. Da li si è scatenato un giro di prese in giro a cominciare dalla stracittadina, dal fallo su Zaniolo alla farsa del gol poi rigore a Torino, passando per le tante assurdità subite contro il Milan fino alla vergogna contro i lagunari. Dai fischietti siamo subito passati ai fischiettanti. Non aspettavano altro. Giornaletti e giornalai a ridicolizzare un tecnico che vanta 25 titoli tra coppe dei campioni e scudettato in tutti i campionati più importanti d’Europa. Evidentemente il problema è un altro. La verità è che Mourinho logora chi non ce l’ha. Se fosse stata solo una questione di risultati allora uno come Allegri andava messo alla gogna visto che fino ad un paio di settimane la Juve era al settimo posto in classifica, per non parlare di dov’era qualche settimana prima. Ma sappiamo bene come vanno certe cose con certa stampa di regime. La Roma era quarta fino a domenica scorsa ma era trattata come se fosse decima, anche dalla stampa romana. Questo per ricordare cosa diceva il Presidente Sensi quando lamentava l’assenza di sostegno nella propria città. Al nord le milanesi vengono propinate in tutto e per tutto, in qualsiasi momento, ma se Totti a 40 anni a Roma era un peso che doveva smettere – nonostante facesse ancora la differenza – Ibra a 40 anni è ancora un totem, sempre esaltato, un giocatore che ancora segna ma che però cammina in campo, proprio come Totti. Disparità. Ed è proprio questo il problema in questa città. La grancassa mediatica che rema contro, che propaga il veleno, che spacca e divide. Certo, la Roma non sta giocando bene, ci sono dei problemi, lo abbiamo detto in tutte le salse. Certi giocatori chiave sono fuori forma, altri sono scarsi o semplicente non all’altezza dei titolari. La coperta è corta e servono degli innesti. Mourinho lo dice da quando è arrivato. Ma possiamo anche dire che una squadra in queste condizioni era davanti alle rivali che contendono per il quarto posto? Possiamo anche dire che senza i torti arbitrali questa squadra avrebbe avuto 6 punti in più? Pare che tutto ciò sia passato inosservato. Ed invece il problema deve essere Mourinho, non la coperta corta, gli infortuni, le squalifiche, i gialli, i rossi, gli arbitri, il Var. A questo allenatore possiamo sicuramente contestare lo scempio di Bodo, per aver sottovalutato la gara e l’approccio e per aver messo in campo una squadra troppo molle e con la testa altrove. La Roma è stata anche sfortunata negli episodi, incapace di reagire davanti ad una squadra piu organizzata e dinamica. Nonostante tutto dobbiamo voltare pagina, senza dimenticare, come dice Josè. Ma intanto cominciamo a farci rispettare, solo così potremo avere quel peso politico per non subire così, ma serve unità d’intenti, tutti insieme. Sosteniamo chi ci difende, torniamo ad essere un club forte, poi arriveranno anche giocatori e risultati, sperando di poter competere per i piani alti l’anno prossimo. È un anno di transizione, il quarto posto deve essere il nostro punto d’arrivo. Rientrare in Champions. Tutti dalla stessa parte, con sacrificio ed umiltà. Forza Roma.
*Roma Club Dublino, tifoso Roma





