Seconda giornata del Mondiale con due gare in programma relative al gruppo B. A Toronto si gioca Canada.Bosnia alle 21 italiane, e sale la rabbia per quel che doveva essere e non è stato. Doveva esserci l’Italia ed invece il pass lo ha conquistato la formazione bosniaca che stasera inizia con tanto entusiasmo la cavalcata mondiale, guidata dall’inossidabile Edin Dzeko che vuole continuare a brillare di luce proprio nell’evento più importante al mondo. L’ex Roma ci crede: “Nulla è impossibile”. Una vita a pane e pallone: Wolfsburg, Macnhester City, Roma: “Sono cresciuto con la guerra. All’improvviso, mi sono ritrovato a vivere una favola. Niente è impossibile. Nemmeno portare la Bosnia ai Mondiali, e ci siamo riusciti”. Indimenticabile la notte di Zenica, era il 31 marzo e per i bosniaci, ai calci di rigore, si spalancavano le porte del mondiale, mentre l’Italia tornava mestamente a casa. “Quella sera, il solo fatto di trovarmi a Zenica è stato incredibile. Più sto lontano dalla Bosnia, più la amo. Sono passati ormai vent’anni. Di cui nove in Italia. I miei figli sono nati a Roma. È ancora la mia seconda casa. Ma ogni volta che vado a trovare i miei genitori a Sarajevo, e mia madre cucina, e ci sono tutti, sono semplicemente felicissimo. Indossando questa maglia, il mio cuore batte in modo diverso. Gioco per la mia gente. Gioco per i ragazzi e le ragazze delle strade di Sarajevo. Gioco per tutte le diverse culture e religioni che rendono il nostro Paese così bello, anche se alcune persone stanno ancora cercando di dividerci. Non ci riusciranno mai”. E stasera a Toronto, avanti con la nuova missione, quella di far brillare la stella della sua Bosnia.
A Los Angeles, quando in Italia saranno le cinque del mattino, tocca agli Stati Uniti di Maurizio Pochettino, aprire il Mondiale contro il Paraguay. Le attese sono pari alle speranze quelle della formazione americana che vuole fare non bene ma benissimo in questo mondiale in casa. E non è esagerato sognare, la squadra c’è, illuminata da quel genio di Pulisic che vuole dimenticare l’amara stagione con il Milan e regalare una Mondiale di gloria alla sua America

