SERIE A

L’Inter rallenta tra le polemiche

Con l'Atalanta finisce 1-1: contestato il pari di Krstovic per un fallo su Dumfries e non valutato un contatto in area ai danni di Frattesi

Nella foto: Nikola Krstovic (foto Cristiano Mazzi/Image Sport)

Anoir Assou

L’Inter non riesce a ritrovare pienamente la continuità e pareggia 1-1 contro l’Atalanta a San Siro. I nerazzurri partono meglio, passano con Pio Esposito ma si fanno rimontare nella ripresa. Un risultato che lascia rimpianti e riapre qualche interrogativo nella corsa alla Serie A. Dopo il derby perso, l’Inter era chiamata a una risposta immediata. Chivu sceglie la coppia Thuram–Pio Esposito in attacco, con il francese finalmente dichiarato al 100%. In mezzo al campo spazio a Zielinski, Sucic e Barella, mentre Calhanoglu è di nuovo ai box per l’ennesimo problema fisico. Da segnalare anche il ritorno da titolare di Dumfries sulla fascia destra dopo mesi di assenza.

L’Inter parte con grande ritmo, muovendosi molto senza dare punti di riferimento. L’Atalanta si presenta con Scamacca supportato da Zalewski e Samardzic, pronta a colpire in ripartenza. I nerazzurri controllano il possesso ma restano imprecisi negli ultimi metri. Barella sbaglia diversi palloni e il centrocampo che l’anno scorso rappresentava una certezza – con Mkhitaryan, Barella e Calhanoglu – appare oggi meno brillante, tra calo fisico e qualche insicurezza tecnica. La prima vera occasione è infatti per l’Atalanta, con Sommer costretto a un intervento complicato in tre tempi. L’Inter continua a comandare il gioco ma fatica a trovare spazi, rischiando di innervosirsi dopo il derby perso. La svolta arriva poco dopo la metà del primo tempo: recupero di Dumfries, combinazione veloce con Thuram e filtrante di Barella per Pio Esposito. Il giovane attaccante controlla e con il sinistro batte Carnesecchi per l’1-0. Un gol che premia la crescita del classe 2005 e sblocca una gara fino a quel momento molto equilibrata. Dopo il vantaggio l’Inter aumenta il ritmo e crea altre situazioni pericolose, mentre l’Atalanta fatica nella costruzione ed è costretta spesso al lancio lungo contro la fisicità della difesa nerazzurra.

Il secondo tempo si apre con lo stesso copione: possesso interista ma tanti errori tecnici in rifinitura. Palladino cambia volto alla gara inserendo Ederson – al rientro dopo cinque partite – e Krstovic. L’Atalanta guadagna presenza e dinamismo sulla trequarti. Nel frattempo Chivu inserisce Mkhitaryan per Sucic, ammonito. L’armeno serve subito un assist perfetto a Thuram, che però spreca tutto facendosi ipnotizzare da Carnesecchi in uno contro uno: l’ennesimo segnale di un attaccante lontano dalla sua miglior condizione. Con il passare dei minuti cresce l’Atalanta, anche grazie all’ingresso di Sulemana che dà ampiezza e pericolosità. L’Inter sembra la copia delle ultime prestazioni opache viste contro Como e Milan. Il pareggio arriva proprio nel momento migliore dei bergamaschi: azione contestata per un possibile fallo su Dumfries non rilevato dall’arbitro Manganiello e gol di Krstovic che vale l’1-1. Espulso Chiviu per proteste. Nel finale l’Inter prova a reagire ma senza lucidità. Proteste per un contatto in area ai danno di Frettesi. Finisce così, con molti rimpianti per le tante occasioni sprecate e con nuove polemiche arbitrali. Un pareggio che rallenta la corsa dei nerazzurri e lascia al Milan la possibilità di accorciare: i rossoneri domani all’Olimpico contro la Lazio possono portarsi a -5. Segnali di flessione per la capolista.

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