Enrico Rossi
Ed eccola, Roma-Juventus, la madre di tutte le partite, la sfida dei sogni, dei veleni e delle polemiche. Da sempre, dagli ottanta ad oggi, non c’è stata sfida che non sia stata caratterizzata da questi requisiti. Domenica all’Olimpico ci si gioca tanto, la Champions League, tanto per intenderci. Quella corsa che i bianconeri hanno maledettamente interrotta ai playoff facendosi eliminare dal Galatasaray dopo una partita maiuscola, la più bella dells stagione, con il 5-2 di Istanbul rimontato con un perfetto 3-0, prima del gol di Osimhen che ha tagliato le gambe e spezzato il cuore bianconero. Ma anche la consapevolezza, nella sconfitta, di essere stata squadra, esattamente quello che voleva Spalletti, che sognava il lieto fine ma che alla fine, tra tanta rabbia, sa di aver ritrovato la Juve.
E domenica la sfida alla Roma che oggi in classifica è terza alla pari del Napoli, con un importante +3 sui bianconeri. Una partita da vincere per la Juve per accorciare il ritardo dai giallorossi, da vincere per Gasperini che vuole far suo il primo scontro con una grande e mettere la freccia verso la Champions, perché spedire la Juve a -7 vorrebbe dire tantissimo nella corsa finale alla grande Europa.
Sottili equilibtri mujovomo la sfida sotto i riflettori del Foro Italico. La Juve ha perso Locatelli per squaliofica, ma ha ritrovato Bremer e Yildiz, mentre Gasperini continua a fare la conta degli indisponibili, perché Dybala è in gruppo ma quotazioni di vederlo in campo non altissime, e Soulé ancora a parte come Hermoso. E mentre Spalletti presenterà la Juve di Coppa, Gasperini è costretto all’ennesima rivoluzione. Il problema è in avanti, dove l’unico sicuro del posto è Malen. Scalpita Pisilli che sta scalando le gerarchie di Gasperini e potrebbe essere il primo nome al fianco dell’olandese, mentre resterebbe da asseghnare l’ultima maglia con un ballottaggio tra Pellegrini e Zaragoza, con il romano che parte favorito soprattutto per l’esperien za in certe partite, con lo spagnolo che è più da partita in corso.
Ma Roma-Juve è anche sfida tra Gasperini e l’ex Spalletti che non sarà accolto con omaggi floreali, ma che va temuto. Ha rimesso in piedi una Juve senza corpo e anima, ma adesso chiede ai suoio lo strappo finale. La stessa cosa che chiede Gasp ai suoi, che finora sono stati impeccabili, andando al di là delle aspettative. Serve un altro sgtep, vincere un confronto diretto e spedire la Juve a -7. Gasp guarda la sua Dea agli ottavi di quella Champions che ha sacrificato per giocarla con la Roma. Da subito. Ecco perché i giallorossi hanno il dovere di fare il massimo e vincerla. Perché la Champions, non può attendere.





