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“Mi sento felice e supportato”

Il Ct Luis de la Fuente alla vigilia della sfida con Georgia e Bulgaria

Massimo Ciccognani

ELCHE Programma ribaltato causa il maltempo e conferenza di vigilia di Luis de la Fuente al centro sportivo di Las Rozas anzichè ad Elche. Ad attende la Roja, ci sono Georgia e Bulgaria, poi il riush finale verso i mondiali, dove la Spagna parte tra le favorite. Ma Luis de la Fuente frena. “Continuo a pensarla allo stesso modo, con convinzione. I miei giocatori sono i migliori. C’è un livello di gioco alto in tutto il mondo, ma noi abbiamo i migliori. Una volta qualificati, penseremo al Mondiale. Dovremo lottare per vincerlo. Il calcio è molto complicato e vincere qualcosa è molto difficile”.

Dall’ultimo allenamento, non buone notizie per il Ct causa le condizioni di Dani Olmo. “Non si sentiva bene e ha deciso di ritirarsi dall’allenamento per sottoporsi alle cure del caso. Yamal? Non ho niente da dire, parliamo della Georgia. Ho già detto quello che volevo dire. Sembra che stiamo parlando di altro e non della partita contro la Georgia, dove ci giochiamo la qualificazione ai Mondiali. Dobbiamo dare il massimo per avere una possibilità di vincere. Ho già detto tutto quello che c’era da dire. Siamo una squadra, indipendentemente da chi gioca. Non ho alcun conflitto né con Flick né con il Barcellona. Non mi sono sentito affatto solo. Mi sono sentito supportato in ogni momento. Mi sento molto felice e apprezzato”.

Felice del gruppo che è stato creato che rende meno pesanti le assenze. “Non sono preoccupato, ci sono molte alternative. Anche Ferran potrebbe giocare lì, Jesús Rodríguez, De Frutos e altri giocatori che sono nei nostri piani. Penso di essere un privilegiato perché posso scegliere tra 40 e 50 giocatori. Posso scegliere due o tre nazionali. Vorrei che tutti fossero in salute, questa è l’unica cosa che mi preoccupa. Ansu Fati? Il suo ritorno nel calcio spagnolo è una buona notizia”.

E sulle scelte adottate, non le manda a dire: “Gestisco tutto in modo molto naturale. Una delle parole chiave è equilibrio. Mi aiuta molto. Non devi pensare di essere il migliore quando vinci e il peggiore quando perdi. Chiedo loro di dare il massimo. Per me non esiste il fallimento, perché se dai tutto, è impossibile chiedere di più. Ho sempre la coscienza pulita, sapendo che anche l’avversario può batterci. Non sono uno che dà consigli; condivido solo la mia esperienza. Le critiche esistono, e io le prendo naturalmente e vivo un po’ in disparte per non farmi male, e sono molto felice. Prendo decisioni liberamente e quando commetto errori, li commetto io stesso; non mi lascio influenzare.”

E allora, sotto con la Georgia, altro passo verso il Mondiale. De la Fuente ci crede e con lui tutta la Spagna, vogliosa di galoppare nelle praterie dell’immenso. Il Mondiale, l’obiettivo. Meglio dirlo a bassa voce, ma in America, si va per vincere”.

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