Un film per sognare

Salvatore Savino *

Il campionato meraviglioso del Napoli questa settimana prevede un momento di rievocazione storica: venerdì sera arriva sul prato verde del Maradona la Lazio, ma soprattutto ritorna il Comandante Sarri. In riva al golfo i grandi condottieri, i rivoluzionari, gli “aizzapopolo”, sono sempre stati esaltati: Napoli è da sempre una città che in qualche modo si compiace nella dominazione altrui, nell’essere suddita di qualsivoglia monarca intenda comandare in casa nostra. Il tecnico di Figline Valdarno a Napoli è  venuto da tifoso, e come tale è stato accolto dal popolo azzurro.  Nei suoi anni abbiamo goduto di un calcio spettacolare, ma che purtroppo si è  chiuso con una ennesima delusione. La delusione sul campo, culminata con la famosa sconfitta in albergo, e, per quanto mi riguarda, la sconfitta del cuore, quando vidi che quello che si presentò come il comandante, il rivoluzionario che alla guida del suo popolo ribelle avrebbe conquistato il palazzo del potere, alla prima occasione andò ad abbracciare proprio quella maglia bianconera che più di ogni altra rappresentava il sistema. Che tristezza vedere che l’uomo in tuta e dal mozzicone nervosamente smozzicato davanti alla panchina del San Paolo, in  poco tempo era riuscito a passare al doppiopetto d’ordinanza sabaudo.

Oggi chiedo anche questo a Spalletti: quel Napoli è stato bellissimo da vedere, inebriante ed avvolgente nei suoi movimenti ma, ripeto, non ci ha portati alla vittoria dello scudetto, che forse avrebbe anche meritato. Questo Napoli, il Napoli di Spalletti, invece, oltre a mostrare un gioco fantastico e spettacolare, sembra poter essere in grado di vincere,  addirittura annichilendo gli avversari. E senza fare artifici e turnover europei che ci fanno uscire dalle competizioni continentali ma, anzi, esaltando il tifo azzurro anche su campi prestigiosi e contro avversari dal blasone storico. La Lazio viaggia in orbita Champions, ma è obiettivamente inferiore alla squadra partenopea, per valori tecnici  e tattici, e i ragazzi napoletani devono far pesare questa differenza, ed imporsi anche in maniera netta. Sarri non fa volare l’aquila biancazzurra come paradossalmente riusciva con il ciuccio: sicuramente ha alcuni giocatori validi, come Milinkovic Savic o Luis Alberto, o ancora il bomber Immobile e l’inossidabile Pedro, ma il gioco corale latita notevolmente. Il Napoli deve giocare la sua partita proprio basandosi sul suo gioco, sulla sua forza di gruppo, sulla fame di gol di Osimhen, sulla forza dirompente di Kim, sul genio e la geometria di Stani Lobotka. A Napoli si sta abbattendo uno dei tabù più antichi: siamo da sempre considerati il popolo più scaramantico d’Italia, quello dei curnicielli, del gobbetto di sciò sciò ciucciuve’, dei gesti apotropaici sin dai tempi dell’antichità,  cone si evince per esempio da alcuni resti archeologici della vicina Pompei. Eppure, contrariamente a quanto si è  sempre visto all’ombra del Vesuvio, girando per la città,  è  tutto un fiorire di bandiere con il numero tre, di striscioni che preannunciano il tricolore, e sui quartieri Spagnoli addirittura qualcuno ha sistemato i cartonati ad altezza naturale dei supereroi in maglia azzurra. Questo cosa vuol dire? Vuol dire solo una cosa: che la forza e la bellezza di questo Napoli è talmente evidente, strabordante, che ormai tutti sentono che quest’anno non può non finire con la vittoria . Quest’anno, proprio qualche giorno fa, il nostro immenso Massimo Troisi avrebbe compiuto settant’anni, e mi sembrerebbe proprio giusto e adatto all’occasione uno dei suoi fantastici film. Immaginamo allora Napoli come una immensa, bellissima arena all’aperto, quelle dove nelle notti d’estate ci si sedeva, innamorati, sotto le stelle, a guardare sullo schermo una storia che ci rapiva, ci faceva sognare, ci portava in volo verso la felicità.  Sediamoci tutti sul lungomare di via Caracciolo, guardiamo verso il nostro mare ed il nostro cielo: ecco, partono le prime scene, c’è una maglia azzurra, un pallone, un popolo in festa…ricomincio da tre.

Forza Napoli Sempre

*Scrittore, tifoso Napoli

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