Stefano Sale *
Non è una questione di gioco. Ogni volta bisogna risentire la stessa solfa da certi personaggi. Mourinho è cosi da sempre, dovunque è andato. Vincere, prima di tutto. Porto, Chelsea, Inter, Real Madrid, Manchester. Arriva a Roma, subito un trofeo europeo, che qui mancava da 60 anni, con la squadra più scarsa da lui mai allenata. Ed è riuscito laddove tutti avevano sempre fallito. Sempre con la stessa filosofia. Che non cambia. La differenza sono gli interpreti, la qualità e gli atteggiamenti dei singoli. La squadra non gioca da squadra. Così abbiamo perso il derby contro una squadra che ha messo il pullman dietro per 100 minuti. Alla faccia del Sarrismo. Ma ai laziali di non aver giocato la partita è importato meno di zero. Hanno vinto con un solo tiro, anzi un nostro assist. Cosi anche col Sassuolo. Abbiamo fatto poco e niente, proprio quei giocatori, chi fuori, chi fuori forma, e per la scarsa qualità rimasta in campo. Manchiamo soprattutto di qualità nelle idee, la luce nel gioco d’attacco, siamo lenti e prevedibili, passaggi banali sbagliati, stop e controlli di palla. Il Sassuolo sembrava avere una marcia in piu anche nel palleggio e nei fraseggi, un rubapalloni come Frattesi che a noi servirebbe come il pane li in mezzo, o un Lauriente a punzecchiare sulla fascia. Tutto il contrario a vedere Zaniolo che continua la sua corsa arruffona, Shomurodov è tutto meno che un cecchino, e l’involuzione di Zalewsky, per citarne qualcuno. Poi chi è subentrato nel secondo tempo, che hanno fatto subito rimpiangere chi è uscito, da El Sharaawy a Karsdorp, irritanti a dir poco. Ci mancava anche la difesa, stavolta con qualche sbavatura di troppo. Note positive solo dal gran gol di Abraham e dalla personalità di Volpato, che è destinato a crescere. Due punti persi per come si era messa la partita ma anche uno guadagnato per quello che si è visto in campo nel computo totale. Nel rammarico che tra derby e stasera qualcosa di più si poteva prendere, occasioni mancate che peseranno alla fine. Aspettando l’ultima col Toro prima della sosta mondiale, fondamentale vincere per rimanere agganciati al treno. Ultima postilla: se Dybala torna per dare una mano alla causa, benissimo, se servisse solo per farsi convocare per andare in Qatar allora meglio che rimanga dov’è adesso, ai box. Un altro campionato comincia a gennaio, servono tutti recuperati, freschi e carichi, pronti per ripartire. Chi non ci mette il fritto può anche accomodarsi altrove.
*Roma Club Dublino, tifoso Roma





