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La baby Italia c’è: manita alla Lituania

Nella foto: Raspadori e Kean esultano (Foto Gino Mancini)

Massimo Ciccognani

REGGIO EMILIA “Vinciamo le prossime tre partite e siamo al mondiale matematicamente”. La prima è andata e a Reggio Emilia, dopo i pari con Bulgaria e Svizzera, è arrivata la vittoria, netta e convincente contro la Lituania, fanalino di coda del gruppo C. E’ finita in goleada, 5-0, per effetto della doppietta di kean, dei gol di Raspadori, Di Lorenzo e dell’autorete di Utkus E non poteva essere altrimenti perché a dispetto delle otto assenze, l’avversario non era di quelli da far tremare i polsi agli azzurri: quattro partite e tutte sconfitte, un gol segnato, otto subiti. E il trend è continuato impietosamente al Mapei dove l’Italia ha letteralmente maramaldeggiato contro un avversario votato a prenderle ancor prima di cominciare. Una passeggiata di salute, che ha regalato a Mancini la trentasettima partita da imbattuto e soprattutto l’allungo sulla Svizzera, fermato sullo 0-0 dall’Irlanda del Nord, con gli azzurri adesso a +6 e con una differenza reti decisamente sostanziosa: +8. Meglio di così non poteva andare. Stasera ha funzionato tutto, dall’impianto di gioco, alla qualità che non è mai venuta meno. E poi, il ritorno al gol che serviva per riprendere il cammino verso il mondiale.

Rivoluzione Mancini

Senza otto giocatori, Roberto Mancini rimette mano alla sua Italia, rivoluzionandola nell’undici in campo. Dietro confermato Donnarumma tra i pali, mentre tra i quattro di difesa c’è solo Di Lorenzo a destra. Centrali Acerbi e Bastoni, mentre a sinistra spazio a Biraghi. A centrocampo, c’è Jorginho con ai lati Cristante (preferito a Locatelli) e Pessina. Novità anche davanti con un tridente completamente nuovo. Punta di riferimento l’attaccante del Sassuolo Raspadori, con ai lati Bernardeschi e Kean. Davanti gli azzurri hanno la Lituania, mesto fanalino di coda del gruppo C. La formazione del ct Ivanauskas, assente in quanto risultato positivo al Covid (al suo posto in panchina il vice Razanauskas), si è presentata al Mapei con un abbottonato 4-2-3-1, con all’occhiello il centravanti Dubickas, l’esterno di difesa Lasickas, quello d’attacco Novikovas e Verbickas chiamato a rifornite centralmente l’attaccante centrale.

Poker nel primo tempo

Al di là della pochezza dell’avversario, bella Italia, fresca, vivace, spumeggiante. Raspadori, sul terreno di casa, vuole cogliere l’attimo e non perde tempo. Stesso discorso per Kean, che torna in azzurro e vuole dimostrare a Mancini di essere un altro calciatore. L’Italia si muove bene, con la palla che scivola via sul biliardo del Mapei. Pochi tocchi, tutti i primi e l’azione è ribaltata da difensiva in offensiva. Jorginho indossa la fascia di capitano e dimostra che è difficile fare a meno di un talento simile, persoino al netto di un paio di errori dal dischetto che prima o poi, sono capitati a tutti. Non c’è partita, La Lituania costretta a caracollare al limite della propria sedici metri, schiacciata dalla spinta di Raspadori e Kean che si muovono come schegge impazzite, difficili da controllare. Sarebbe riduttivo pensare ad una partita troppo facile per la scarsa consistenza degli avversari, visto che i movimenti degli azzurri sono quelli giusti, soprattutto dalla cintola in su. All’intervallo si va sul 4-0, firmato dalla doppietta di Kean, dal gol di Raspadori e dall’autorete di Utkus. Lo juventino firma il vantaggio dopo un errore di Novikovas che sbaglia l’alleggerimento sulla pressione di Cristante e diventa un assit per Kean che entra in area dalla sinistra e di destro fulima sul primo palo il portiere lituano. Tre minuti dopo arriva il raddoppio. Raspadori scambia al volo con Pessina. L’attaccante del Sassuolo calcia di prima intenzione ma è decisiva la deviazione di Utkus. Volano i due baby, Raspadori e Kean, maluccio Bernardeschi che a tratti sembra voglia strafare e conclusioni da dimenticare. L’Italia è padrona del campo e dilaga. Finalmente Raspadori segna un gol tutto suo, raccogliendo una corta respinta di Lasickas e poker firmato da Kean che al volo la piazza alle spalle di Setkus. Qualcosa da rivedere dietro, soprattutto nei disimpegni.

Manita Di Lorenzo

Finisce la partita di Biraghi (dentro Calabria) e quella di Donnarumma che dopo l’intervallo lascia il posto a Sirigu. L’Italia sfonda con continuità e Di Lorenzo disegna un arco calciando dal vertice sinistro dell’area che si infila all’incrocio. E sono cinque. Mancini regala minuti a Castrovilli che prende il posto di Jorginho e a Scamacca che rileva Bernardeschi, mentre Kean continua nel suo personale show. Semplicemente devastante. Magari l’avversario sarà pure poca cosa, ma i movimenti ci sono tutti. Mancini dice che può bastare, così l’attaccante della Juventus a venti dalla fine viene richiamato in panchina uscendo tra gli applausi del Mapei. Al suo posto l’altro idolo di casa, Mimmo Berardi. E poi più nulla fino alla fine, solo accademia, aspettando il finale di Belfast, con l’Irlanda del Nord che ha fermato sullo 0-0 la Svizzera che stasera scivola a -6 dagli Azzurri, sia pur con due partite ancora da giocare. Altro dato, la differenza reti, il +8 dell’Italia, che la dice assai lunga. Adesso appuntamento ad ottobre con le due gare della Svizzera che prima affronterà l’Irlanda del Nord in casa e poi in trasferta la Lituania. Poi, il 12 novembre, la partitissima dell’Olimpico. Il vero match per aprire le porte del mondiale.

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