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Viña e Shomurodov: “Felici di piacervi”

Nella foto: Tiago Pinto (Foto Gino Mancini)

A Trigoria, dopo l’esordio in campionato contro la Fiofrentina, è arrivato il giorno della presentazione di due dei nuovi acquisti, Matias Viña ed Eldor Shomurodov. A presentarli il general manager Tiago Pinto. “Per me è un orgoglio aver preso questi due calciatori. Sono due profili che sono in linea col progetto. Sono calciatori con prospettiva futura e ambizione di vincere. Credo che sia coerente con quanto detto prima. Vina è un calciatore che conosco bene da tanto tempo. Ha vinto 5 titoli. È anche importante dire che possa giocare con Spinazzola, non è giusto dire che sia il sostituto, non è giusto per lui. Eldor è arrivato in Italia la scorsa stagione e noi abbiamo capito che le sue caratteristiche potevano essere importanti per la squadra e l’allenatore. Sono stati un grande lavoro tra me e lo staff tecnico e lo scouting. Credo che queste sono le parole che mi piace dire in questo momento”. 

E poi il fuoco delle domande rivolte ai due calciatori.

Nella foto: Vina Matias (Foto Gino Mancini)

Matias Viña

A Roma non si vince da 20 anni, hai consigli su come si vince?

“Buonasera a tutti. Sono giovane ma ho già avuto la fortuna di vincere abbastanza. Il segreto è giocare una partita alla volta, senza porsi mete a lungo termine. Un passo alla volta”. 

Trattativa improvvisa o parlavate già con la Roma prima dell’infortunio di Spinazzola?

“Ero al Palmeiras e ho saputo dell’interesse della Roma, ho parlato con Mourinho. Arrivato qui ho fatto il periodo di quarantena e mi sono allenato con la squadra e sono felice di essere qui oggi”. 

Come cambia il tuo ruolo qui in Italia?

“Cambia molto sopratutto dal punto di vista tattico, non tanto sul piano fisico. Sono abituato al calcio aggressivo. Gioco con la nazionale dove il ritmo è diverso e l’aggressività è maggiore. Mi sto rapidamente abiutando ai dettami e le idee del mister e sto acquisendo l’intesa con i compagni”. 

Sei pronto per giocare anche difensore centrale? Ne hai parlato con Mourinho?

“No, però sono preparato per giocare in questa posizione. È una posizione che conosco, non ho problemi a giocare a 3, a 5, terzino o centrale”.  

Che effetto di hanno fatto i tifosi della Roma?

“Vengo dal sudamerica dove le tifoserie sono calde e si sentono forte sul terreno di gioco. Questo fa sì che il calciatore renda al di là delle proprie capacità. Ritrovare il pubblico è stato un effetto bellissimo che piace a ogni calciatore”. 

Mourinho di chiede più la fase di spinta o la copertura?

“In Turchia sono state le circostanze della partita a determinare l’interpretazione. Dipende dalla gara e dalla gestione. Dobbiamo continuare ad allenarci così bene. Devo migliorare tatticamente, abituarmi a un calcio diverso da quello sudamericato trovando l’equilibrio tra fase difensiva e offensiva”. 

Nella foto: shomurodov (Foto Gino Mancini)

Eldor Shomurodov

Perché sei arrivato nel grande calcio a 26 anni?

“Difficile rispondere. Ogni anno mi sono dato obiettivo di migliorare sempre. Non è importante l’età, l’importante è che sia qui e non vedo l’ora di dimostrare quello che valgo e vincere qualcosa con la Roma e per la Roma”. 

Come ti vedi in coppia con Abraham?

“Per il mio ruolo devo dire che sia che giochi largo o al centro per me non ho preferenze, mi trovo bene in entrambi i ruoli. Devo dire che la cosa importante è che tutto quello che viene deciso sia per il bene della Roma. Se la cosa più importante per la squadra è giocare con Abraham non vedo l’ora di farlo”. 

Ti senti questa grande voglia di vincere? Quali sono i tuoi punti di riferimento?

“Come ho detto prima, ero concentrato sul giocare bene e migliorare me stesso, senza mettermi fretta. Adesso devo pensare al bene della Roma. Dobbiamo raggiungere la vittoria di un trofeo. Il punto di riferimento è questo, la fame di vittoria. Mi interessa dare una mano alla squadra, portare dei trofei”. 

Qual è il tuo rapporto con Mourinho?

“Effettivamente ci siamo visti 2 anni fa a Mosca. Quando è arrivata la notizia dell’interesse della Roma per me ho detto subito di sì, in primis per la Roma, per la piazza e per gli obiettivi, poi per Mourinho che è uno dei migliori allenatori al mondo”. 

In cosa senti di dover crescere?

“Appena sono arrivato volevo far vedere quello di cui ero capace. Probabilmente quello che ho dimostrato è stato di più di quanto mi aspettavo. Devo ancora migliorare in svariati aspetti per dare una gioia ai nostri tifosi”. 

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