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Bentornato campionato

Nella foto: Allegri (Foto Gino Mancini)

Ci siamo. Il pallone può tornare a rotolare. Riparte il campionato e con esso le coppe europee, dopo il bagno di felicità di Euro2020 e la conquista da parte degli Azzurri del campionato europeo itinerante di calcio. Riparte il campionato con la ghiottissima, e per niente trascurabile novità, del ritorno del pubbico negli stadi italiani. Si parte da una base del 50% della capienza che è una buona base di partenza, magari per allargarla in corso d’opera. Ne ha bisogno il calcio, ne hanno bisogno le società che per diciotto mesi hanno dovuto fare a meno degli introiti al botteghino. E’già qualcosa.

Mercato in sordina

La pandemia ha prosciugato le casse dei club. Prima vendere e poi acquistare, la parola d’ordine, per tutti, o quasi. E così radiomercato strada facendo ci ha informato che i campioni d’Italia dell’Inter, dopo aver perso il condottiero dello scudetto, Antonio Conte, sono stati costretti a monetizzare con le cessioni di Hakimi e Lukaku, due dei grandi protagonisti della scalata al titolo. Cessioni compensate, in parte, dagli arrivi di Calhanoglu dal Milan, Dzeko dalla Roma, Dumfries dal Psv, in attesa di almeno un colpo finale. In panchina è arrivato Simone Inzaghi. Sempre radiomercato, ci ha fatto sapere che il Milan ha lasciato partire Calhanoglu approdato sull’altra sponda dei Navigli, e Gigi Donnarumma, il miglior portiere al mondo, entrambi a zero. Alla cortre di Pioli, è arrivato Giroud dal Chelsea, il portiere Maignan dal Lille e Ballo Touré dal Monaco. In arrivo Florenzi dalla Roma. La Juve, ha riportato Allegri in panchina e per ora portato a casa Kaio Jorge dal Santos e Manuel Locatelli dal Sassuolo, approdato a Torino dopo una lunga e laborosiosa trattativa. Affare da trenta milioni, ma i primi due anni giocherà praticamente gratis. Perso Inzaghi, la Lazio ha puntato su maurizio Sarri. Felipe Anderson e l’ex Roma Pedro, i colpi finora messi a segno. Lo stesso Napoli, affdato a Luciano Spalletti, per ora ha ingaggiato il solo Juan Jesus, ex Roma, da due anni praticamente inutilizzato. Idee tante, affari veri pochi. E così, scopri che l’unica ad aver investito, è la Roma. Che innanzitutto ha affidato la panchina a Josè Mourinho, per il quale basta la parola e poi provato ad assecondare le richieste del tecnico. Via Pau Lopez, tra i pali Rui Patrizio, prelevato dalle Wolves.  Poi è arrivato l’esterno di difesa Viña dal Palmeiras a sostituire l’infortunato Spinazzola. Preso anche l’attaccante ex Genoa Shomurodov ed infine Pinto ha messo le mani su Tammy Abraham, talentuoso attaccante del Chelsea per una quarantina di milioni. A conti fatti (anche qui servono almeno altre due pedine), la Roma ha speso quasi novanta milioni. Nessuna come lei. Poi, ovviamente, sarà il campo a dire chi ha speso meglio.

Juve in pole, Inter per la conferma

L’arrivo di Allegri dopo il flop di Pirlo, che nei risultati ha fatto decisamente peggio di Sarri, induce a credere che sia proprio quella bianconera la squadra da battere. Almeno sulla carta. La squadra, al netto dei due nuovi arrivati, è rimasta con l’ossatura dello scorso anno. Il valore aggiunto sarà proprio Max Allegri. E’ tornato per vincere e dimostrare alla stessa Juve che si era sbagliata. 

L’Inter, come abbiamo visto sopra, ha cambiato guida tecnica. Simone Inzaghi è bravo e in nerazzurro può operare il definitivo salto di qualità. Magari non sarà lo scudetto (ma chi può dirlo), ma di certo la Beneamata sarà tra le grandi protagoniste.

C’è curiosità attorno al Milan. Cambiato portiere, preso un ottimo centrocampista, ma soprattutto Giroud si è presentato al meglio alla piazza rossonera. Con Ibra il Milan forna una coppia di grande spessore, datata, ma afidabilissima.

Lazio, Napoli e Roma, libere di sognare

Cuorisità anche intorno alla Lazio di Maurizio Sarri che è tornato in posta e la sua mano sui biancocelesti già si vede. Pedro, che ha conosciuto bene al Chelsea, può garantirgli quel qualcosa in più, forte del bagaglio di esperienza dello spagnolo che in carriera ha vinto tutto quello che c’era da vincere.

Spalletti, altro nome tornato in posta dopo due anni sabbatici. Napoli per tornare a volare alto. Nessun acquisto di qualità, ma il mercato chiude a fine mese, ma a fare la differenza, anche qui, potrebbe essere proprio il tecnico che già si è esposto con la proprietà. Insigne la nota dolente. De Laurentiis non intende rinnovare il contratto se non alle sue condizioni, facile che lo scugnizzo giochi questa stagione prima di lasciare il Napoli il prossimo anno a parametro zero. Sarebbe una gravissima perdita per il calcio azzurro. Fermo restatando che Inter e Lazio, da tempo lo corteggiano. Di questi tempi, meglio non escludere nulla.

Infine la Roma. Anche qui è cambiato il manico, e che manico, perché Mourinho è sinonimo di vittorie e concretezza. La stessa che ha preteso fin dal suo arrivo a Trigoria. La Roma ha speso molto con l’obiettivo, dopo il flop degli ultimi due anni, di ritornare in champions e magari vincere la neonata Conference League. Di sicuro lo Speciale non resterà a mani vuote.

Domani l’esordio

Si comincia domani. Venti squadre al via, con le neopromosse Empoli, Venezia e Salernitana che scalpitano e non vogliono recitare la figura dei vasi di coccio. Apre le danze Verona-Sassuolo, con gli scaligeri orfani di Juric e gli emiliani di De Zerbi e Locatelli. Ma entrambe vogliono far bene. Poi tocca all’Inter campione che esordisce nella tana di un San Siro nuovamente a porte aperte. La prima di Inzaghi, che in attesa di nuovo colpi last minute, punta forte su Dzejo-Lautaro per ridurre aiminimi termini il Genoa di Ballardini che scende in campo con all’occhiello l’inossidabile Sirigu.

Infine al “Castellani” Sarri con la Lazio, sfida il suopassato, ripartendo da Empoli. Con una vittoriua sarebbe meglio. Alla stella ora al “Grande Torino”, i granata di Juric sfidano l’Atalanta che ha cambiato molto. Tra i pali c’è Musso al posto di Gollini volato in Premier, dietro c’è Demiral e per il resto gli uomini della passata stagione. Ai box Zapata, oggetto del desiderio dell’Inter, fermato da infortunio.

Ricca la domenica con all’occhiello l’esordio della Juve alla Dacia Arena contro l’altra bianconera Udinese. Il Napoli ospita il Venezia e il Bologna l’altra matricola Salernitana. Infine esordio nell’Olimpico di casa per la Roma che sfida la Fiorentina di Italiano e di Vlahovic sul quale hanno puntato gli occhi i migliori club europei. Finora Commisso ha rispedito le richieste al mittente. Nei giallorossi ci sarà l’esordio di Abraham, corsa contro il tempo per il visto. Sarà interessante vedere all’opera in campionato la Roma che finora nella pre season ha fato bene, come in conference league, dove nel preliminare di andata si è imposta in Turchia contro il Trabzonspor. Mourinho non è uno che aspetta. E vuole vincere. Infine lunedì, lo spezzatino calcistico chiude la giornata con Cagliari-Spezia e Samp-Milan. Bentornato campionato

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