Una settimana da dimenticare, culminata con l’eliminazione dalla Champions. E per duemnticarla, l’Inter ha solo una possibilità, tornare a vincere in campionato, a cominciare da domani a Cagliari. “Ci attende una gara tosta e difficile, contro di loro lo è sempre. Dobbiamo essere bravi ad arrivare nel modo giusto fin dall’inizio. L’uscita in Champions è stata dolorosa per me e per i calciatori. Ci credevamo, avevamo rimesso in piedi la qualificazione dopo il Real Madrid e perciò è dispiaciuto uscire così senza riuscire a fare nemmeno un gol. Ora rialziamo la testa, il morale non è alle stelle perché è giusto che ci sia dolore, ma sappiamo che bisogna affrontare subito la prossima gara nel miglior modo. Godin? Non penso che debba giustificare partenze e arrivi. Ho grande affetto e rispetto per Diego per ciò che mi ha dato l’anno scorso. Lui sa benissimo cosa penso di lui, l’importante è solo questo”.
Eppure, proprio in Champions, è mancato il cambio di passo. “Spesso ci troviamo di fronte avversarsi che aspettano, ma siamo il miglior attacco del torneo. Contro lo Shakhtar non siamo riusciti a concretizzare, servono quindi più cattiveria e cinismo. Le occasioni vanno capitalizzate se vuoi vincere. In tutte le situazioni negative bisogna cercare di capire come lavorarci, in maniera intelligente. Alla fine, nel girone le partite che abbiamo pagato di più sono state quelle contro il Real Madrid. Negli scontri diretti con Borussia e Shakhtar abbiamo dimostrato che meritavamo molto di più. A San Siro contro il Madrid ci siamo complicati la vita, l’errore in certi momenti deve essere ridotto al minimo. In questo momento più che fare promesse ai tifosi, mi sento di dare un messaggio al popolo interista: non prestiamo il fianco a chi in questo momento sta godendo e sperando che si distrugga ciò che si sta cercando di creare dopo un anno e mezzo di lavoro. Vedo troppa negatività, gli altri stanno accorgendosi quanto di buono stiamo facendo per il futuro di questo club. Stiamo perciò compatti e uniti. L’anno scorso siamo arrivati secondi sia in Italia sia in Europa League, con la semifinale di Coppa. Siamo tornati ad essere credibili: capisco che c’è impazienza dopo dieci anni senza trofei, ma quando inizi a lavorare ripartendo dalle fondamenta, serve il giusto tempo. Una volta costruita la base, si può pensare al grattacielo che meritano i tifosi dell’Inter”.
Eppure l’Inter ha speso molto. “La proprietà è stata chiara con me, ha parlato di crescita e valorizzazione dei giovani, di trasformare gli ottimi giocatori in top player. E’ stata precisata la difficoltà del momento post covid, perciò serviva dare innanzitutto continuità ai nostri risultati e, in questo senso, le dichiarazioni del presidente Zhang le tengo qui con me. E’ stato detto qualcosa di molto chiaro con il quale siamo in linea. Poi chi mi conosce sa che l’eliminazione dalla Champions brucia, sa come la sto vivendo. Quando ho preso l’Inter la situazione non era al top, ma lo sapevo e mi era stato detto. Da parte mia c’è stata grande voglia di mettermi in gioco e riportare questo club dove merita. Ho determinazione e speranza, sapendo che oggi ci sono delle difficoltà che prima non c’erano. Il covid ha portato difficoltà importanti, ma se vuole ne parli il club, io sto zitto e ci metto sempre la faccia”.
Adesso senza l’Europa, sarà più facile gestire le risorse. “E’ un dolore essere usciti dall’Europa, ci credevamo e c’è amarezza. Ora concentriamoci sul campionato, da qui a febbraio non c’è nulla di particolare e, in fondo, abbiamo solo due partite in meno da giocare rispetto alle altre. Bisogna avere pazienza, evitare la pressione che ti sgonfia, crescere a livello individuale e di squadra, ci sono partite che devono essere vinte a prescindere prima ancora di entrare in campo. Abbiamo iniziato un percorso e sotto questo punto di vista abbiamo un bel po’ di strada da fare. Ho grande fiducia nei miei ragazzi, sapevano che non sarebbe stato facile”.





