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La Juve sfida il Verona. C’è Dybala, Ronaldo in attesa del tampone

Torna il campionato per la Juve che domani allo Stadium ospita il Verona dopo l’ottima partenza in Champions. La certezza bianconere si chiama Dybala che domani parte titolare. Panchina per Chiesa, menbtre Ronaldo resta in attesa del tampone. Pirlo è serafico, come sempre. “Ci siamo ritrovati bene perché abbiamo avuto tempo di riposare dopo le due partite ravvicinate. A parte Chiellini, sono tutti a disposizione. Quanto a Cristiano, per ora non ci sono novità. Aspettiamo i tamponi, come li abbiamo fatti stamattina noi anche lui li ha fatti a casa e se ci saranno novità le comunicheremo. Col tampone negativo domani giocherebbe? No, perché dovrebbe fare la visita di idoneità”.

Rientrano pero Alex Sandro e De Ligt e di sicuro c’è la Yoya titolare. “Alex Sandro è in via di recupero, sta lavorando piano per ritrovare la forma migliore. Ha avuto un brutto infortunio prima della Sampdoria ed è ancora un po’ indietro. Credo che possa rientrare non prima della sosta, lavoreremo nella pausa di novembre per fargli migliorare la condizione. De Ligt sta bene, dobbiamo solo aspettare che l’ortopedico dia il via libera. Però sta bene, si allena con noi magari evitando i contrasti. Domani Dybala gioca e non ho avuto bisogno di pungolarlo. Come ho sempre detto aveva bisogno di allenarsi perché ha avuto poco tempo per stare con noi e mettere benzina nelle gambe. In due occasioni non abbiamo avuto modo di metterlo in campo a causa di due espulsioni. Ha giocato martedì a Kiev e quindi domani è giusto che parta dall’inizio. Morata? Sapevamo che è un giocatore forte, con Dybala si conoscono bene e possono coesistere tranquillamente. Mi aspettavo questo rendimento. L’abbiamo comprato per fare gol. Sto chiedendo ad Alvaro di giocare meno in contropiede ma di essere a disposizione del gioco, capire da dove viene la pressione e magari liberare l’uomo per l’uno contro uno. Peccato giocare senza tifosi. E’ una situazione surreale, ma non da adesso. Martedì abbiamo giocato davanti a 20 mila persone e sembrava un altro mondo. Giocare così non è facile per nessuno”.

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