Massimo Ciccognani
NEW YORK Al Metlife Stadium di New York, si sfidano (domani alla mezzanotte italiana) Brasile e Marocco, le due squadre favorite al passaggio del turno nel gruppo C. Ma l’attenzione è tutta su Carlo Ancelotti, uno dei tecnici più vincenti della storia. Ha vinto titoli nazionali in Italia, Inghilterra, Francia, Germania e Spagna nel corso di una carriera ventennale che lo ha visto alla guida di Milan, Chelsea, Paris Saint-Germain, Bayern Monaco e Real Madrid. E adesso la sfida Brasile che non vince il Mondiale da 24 anni, che si affida al tecnico di Reggiolo per invertire la tendenza e tornare sul tetto del Mondo. Il solito Ancelotti, quello che si presenta in conferenza al MetLife Stadium. Sereno, tranquillo, come da tradizione. “Sto vivendo momento bellissimo. È un’esperienza nuova per me, è qualcosa di speciale. Ovviamente comporta una grande responsabilità, ma è un onore rappresentare il Paese del calcio e la nazionale più titolata al mondo. È un onore e una responsabilità”.
Brasile a caccia del sesto titolo (l’ultimo vinto nel 2002), non parte favorito, ma Ancelotti guarda lontano. “La nostra è una squadra in grado di competere con chiunque. Possiamo affrontare qualsiasi avversario. Abbiamo qualità tecnica ed esperienza, e siamo assolutamente certi di poter competere con chiunque. Abbiamo sensazioni positive riguardo a questo Mondiale. Siamo pronti e preparati. Al momento non c’è una favorita indiscussa per la vittoria finale, visto che sono diverse le squadre che avranno la possibilità di lottare fino in fondo”.

Vinicius: “Puntiamo a vincere”
E’ la stella del Real Madrid e del Brasile, Vinicius jr, che in conferenza conferma il pensiero di Ancelotti e rilancia. “Puntiamo a vincere. Siamo allo stesso livello delle altre grandi nazionali. Abbiamo ottimi giocatori e siamo migliorati molto negli ultimi mesi. Siamo qui per provare a cambiare la storia e riportare il Brasile dove non avrebbe mai dovuto smettere di stare: in vetta. L’intera nazione brasiliana deve sostenerci e noi faremo tutto il possibile per tornare in cima e da quando è arrivato Ancelotti il vento è cambiato. Non sono qui per essere il miglior giocatore del torneo, sono qui per aiutare il Brasile a vincere”.

