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Liga. Pari e contenti: Barça e Real danno spettacolo ma non sfondano. Al Camp Nou è 0-0

Massimo Ciccognani

BARCELLONA Per ora non c’è una regina, perché la Liga è di proprietà di Barcellona e Real Madrid che nel Clàsico del Camp Nou si spartiscono la posta al termine di un match giocato meglio dal Madrid che ha avuto possesso palla e più occasioni senza però graffiare. Barcellona troppo statico, mai un guizzo. Alla fine è 0-0 che lascia le cose come stanno, con Barcellona e Real che restano appaiate in vetta a più 5 dal Siviglia.

L’attesa Non sarà mai, quella tra Barcellona e Real Madrid, una partita come tutte le altre. In palio, non c’è solo il trono di Spagna a livello calcistico. Poi quest’anno il Clàsico arriva con le due regine in testa a pari punti e vale tantissimo. Ma vale altrettanto per una questione politica. Si sarebbe dovuto giocare ad ottobre, rinviato per i violenti scontri degli indipendisti catalani che hanno obbligato al rinvio della supersfida. Anche stasera, altra manifestazione, il Camp Nou blindato, il Re al costretto a dividere con il Barça, lo stesso hotel, il “Princesa Sofía” che dista appena 500 metri dallo stadio. Le due squadre sono partite praticamente insieme dall’hotel, il Barça alle 17.45 e due minuti più tardi il Real Madrtid.  Trasferimento senza problemi. Ingente lo spiegamento di forze di Polizia. Fuori il quadrante del Camp Nou, migliaia di tifosi, ma tutto nella massima tranquillità. Questione politica con Madrid che rappresenta lo Stato, la Spagna, e Barcellona (probabilmente non tutti i catalani) che rivendica l’indipendenza.

L’arrivo di Barcellona e Real Madrid al Camp Nou

 L’attesa dei manifestazione fuori lo stadio

In campo Sorpresa nel Real con Isco in campo dal primo minuto. Valverde regala la maglia da titolare a Semedo. Barcellona con il 4-3-3, ovvero con ter Stegen tra i pali, Semedo, Piqué, Lenglet e Jordi Alba sulla linea di difesa. Sergi Roberto, Rakitic, che ha preso il posto di Busquets per un problema durante la rifinitura, e de Jong nella zona centrale, Messi, Suarez e Griezmann in prima linea. Risponde Zidane che si affida al 4-3-1-2. Tra i pali il belga Cortois, quindi Carvajal e Mendy sugli esterni, coppia centrale Varane e l’inossidabile Sergio Ramos. Valverde, Casemiro e Kroos in mediana con Isco trequartista alle spalle di Bale e Karim Benzema. Direzione di gara affidata a Alejandro José Hernández Hernández.

Meglio il Real C’è equilibrio in avvio, fasi di studio, con i padroni di casa che agiscono prevalentemente sulla sinistra sull’asse Alba-Messi, Real chiuso e pronto alla ripartenza. Bravo Ramos e poi Isco a vedere Bale, servirlo in profondità, ma la difesa catalana legge bene la situazione. Real che cresce col passare dei minuti, Benzema sfrutta un tacco di Isco, ter Stegen si salva con difficoltà. Occasione d’oro per il Real con l’incornata di Casemiro, Piqué salva sulla linea. Ma che partita, meglio il Real che arriva con più facilità al tiro: quattro conclusione a zero per i blancos, nessuna per i padroni di casa. Partita che s’infiamma: varane e Alba non se le mandano a dire, con il francese a terra dopo un contatto con Lenglet che il direttore di gara non vede. Immenso Piqué che va ad arginare l’assalto del Madrid, decisamente meglio messo in campo. Nel Real avanzano anche le torri, Ramos e Varane, Barcellona in difficoltà. Mezz’ora e in campo solo il Madrid con il Barça che opera solo in controgioco finendo spesso in offside. Bene la fase difensiva del Real.

Il Madrid spreca In mezzo si fa preferire la qualità del Real, Kroos e Casemiro si fanno preferire per qualità e intensità, Isco che agisce a tutto campo senza dare punti di riferimento a Valverde. Si muovono bene e si cercano Bale e Benzema, dietro, nel Barça il solito Piqué. Barcellona solo in controgioco, ci prova Messi col Pallone d’Oro che colpisce al volo di sinistro, difesa madridista impreparata, salva tutto Ramos. Ma che partita. Valverde, quello del Madrid, fa salire un brivido sulla schiena dei tifosi del Camp Nou, gran destro al volo, palla fuori di un nulla. Non c’è un attimo di tregua. Messi al bacio su Jordi Alba, sinistro al volo, palla fuori, ma che occasione sprecata. Finisce qui la prima frazione. Decisamente meglio il Madrid che ha giocato di squadra ed è andata al tiro con continuità: dodici le conclusioni nello specchio, senza però trovare il gol. Barcellona in controgioco, veloce e ficcante e in un paio di occasioni, estremamente pericoloso.

Sale la protesta Si riparte con lo stesso spartito, Real a fare la partita, Barcellona che però vuole riprendersi la scena. Valverde decide di cambiare, dentro Arturo Vidal per Semedo con i blaugrana intenzionati ad assumere un atteggiamento più aggressivo. Gioco, palloncini dagli spalti in segno di protesta, quella dell’indipendenza catalana, e già acquisiti tre minuti di recupero. Isco e Benzema ripartono d’assalto, duro lavoro per la difesa blaugrana. Messi prova a caricarsi sulle spalle i suoi, la partita si apre, Valverde, imbeccato da Bale, parte in campo aperto ma calcia altissimo. Madrid che fa la partita, incontra di giustezza in mezzo e riparte con le sue frecce. Mendy innesca Bale, palla al bacio in mezzo, il gallese sorprende tutti e la mette dentro, ma gioco fermo, sospetto offside dell’esterno. Interviene il Var che conferma la decisione iniziale del direttore di gara e partita che resta sullo 0-0.

Non si sblocca Le squadre si allungano, vogliono vincerla, mentre il direttore di gara prima ignora un fallo da giallo su Bale, poi estrae il cartellino all’indirizzo di Sergio Ramos per un intervento su Messi assai discutibile. Zidane modifica l’assetto nella parte discendente: dentro Modric e Rodrygo, fuori Valverde e Isco quando alla fine ne mancano appena dieci. Ci provano i palleggiatori del Barcellona ad alzare il ritmo, impeccabile la difesa del Real. Dentro nel Barcellona Ansu Fati, il ragazzino che ha punito l’Inter in Champions, che subentra al posto di Griemann. Bale arriva a tu per tu con ter Stegen ma si allunga di un niente il pallone facilitando la chiusura del portiere blaugrana.  Addirittura si esalta Messi in fase difensiva, andando a chiudere su Mendy in area blaugrana. Spinge il Real con tutti gli effettivi, vuole provare a sbancare il Camp Nou, ma Carvajal controlla male al momento della conclusione. Cinque di recupero. Tanto agonismo, voglia da ambo le parti, ma succede praticamente nulla. Finisce come era iniziata, un bellissimo Clàsico, dominato sul piano del gioco e delle occasioni dal Madrid, con il Barcellona più scaltro nella ripresa, ma mai in grado di impensierire la retroguardia dei blancos. Un punto per uno per le due capolista che salgono a +5 sul Siviglia. Per decidere la Liga c’è tempo, ma stasera, Barcellona e Real, hanno regalato una bellissima notte di calcio.

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