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La Roma frena la capolista: Fonseca ingabbia l’Inter

Massimo Ciccognani

MILANO Sotto gli occhi di Francesco Totti, intrattenutosi prima del match con Ceo giallorosso Fienga, e il Ct azzurro Roberto Mancini Inter e Roma non si fanno male. Finisce come era iniziata, con uno zero a zero che accontenta più i giallorossi, saliti a Milano senza paura, tonici e spavaldi. Se l’è giocata a viso aperto la Roma e alla fine ha strappato un punto prezioso, per classifica e autostima. Meno per l’Inter, decisamente sotto tono e deludente che lascia per strada punti che poter dare maggiore senso alla propria classifica.

Le scelte Senza i due terminali, quello difensivo (Pau Lopez) e quello offensivo (Edin Dzeko), con il bosniaco che si accomoda in panchina per problemi influenzali, mentre lo spagnolo si è fermato per problemi muscolari. Nella Roma (4-2-3-1) spazio tra i pali a Mirante, con Fonseca costretto a ridisegnare la prima linea, con Zaniolo centravanti, Perotti e Mkhitaryan ai lati, Lorenzo Pellegrini trequartista. Dietro i soliti noti, ovvero Veretout e Diawara. In difesa, come detto, Mirante tra i pali, Santon e Kolarov esterni, Smalling e Mancini centrali. Ancora panchina per Florenzi. Nell’Inter (3-5-2) c’è Godin, con De Vrij e Skriniar davanti ad Handanovic, quindi nei cinque in mezzo, Biraghi a sinistra e Candreva dalla parte opposta, quindi Vecino, Borja Valero e Brozovic. Davanti il tandem delle meraviglie Lukaku-Lautaro Martinez.

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Meglio la Roma Un primo tempo senza grandi emozioni, con poche occasioni, in cui la Roma ha tenuto meglio il campo, per buoni quindici minuti ha impedito all’Inter di ragionare e uscire dalla propria metà campo. Veretout e Diawara imprimono subito un timbro indelebile in mezzo al campo, sovrastando la mediana nerazzurra, Pellegrini a illuminare la manovra romanista anche se si è dovuto preoccupare maggiormente di frenare Brozovic.  Perotti e Mkhitaryan affondano e soprattutto l’armeno si fa valere per qualità di gioco e intensità, Zaniolo non è centravanti ma sa come farsi valere. Dietro grandi duelli, con Mancini che va a prendersi Lautaro, mentre Lukaku e Smalling danno vita ad un duello rusticano con l’inglese giallorosso decisamente meglio. La Roma fa la partita, ma non graffia anzi, commette errori in fase di rilancio dell’azione che rischiano di far male. Veretout sbaglia un appoggio in uscita e innesca Lukaku, gran parata di Mirante che si distende alla sua destra e salva la porta romanista. La Roma si muove meglio ma l’Inter dietro concede praticamente nulla e così le giocate di Perotti e Zaniolo  non fanno male all’attento Handanovic. Appena quindici minuti e si ferma pure Santon, problemi muscolari, dentro Spinazzola. La Roma attacca con costanza ma non trova varchi, ma l’Inter non decolla. Poi è Mirante nel finale a sbagliare il rinvio e innescare Lukaku, palla a Brozovic che spara alto. Il primo tempo è tutto qui, con la Roma che ha tenuto meglio il campo senza graffiare e con un’Inter finora deludente. E prima dell’intervallo fuori Candreva, dentro Lazaro.

Più intensità, zero occasioni Riparte subito l’Inter. Palla dentro di Lukaku per Vecino che si inserisce coi tempi giusti, Mirante c’è e smanaccia in tuffo il destro del nerazzurro. Si gioca su sottili fili di equilibrio con l’Inter che adesso prova a sfondare, Roma accorta, pronta a ribattere colpo su colpo. E’ un’altra partita perché la capolista la vuole vincere e stessa cosa dimostra di voler fare la Roma che ci prova con costanza. Un’ora di gioco e non si sblocca a San Siro. Grande equilibrio in campo. E a stretto giro Fonseca decide di cambiare, fuori Perotti, dentro Edin Dzeko con Zaniolo riportato a destra e Mkhitaryan a sinistra dell’attacco giallorosso. Cambio anche per Conte, fuori Borja Valero, evanescente, dentro Asamoah quando alla fine ne mancano appena quindici. L’Inter vuole provarci, la Roma attende col suo giro palla immenso in attesa dell’imbucata. Inter confusa e senza idee mentre il cronometro scandisce i minuti in maniera implacabile. Cinque alla fine. Lautaro manca l’aggancio sotto misura, mentre Conte decide di inserire D’Ambrosio per Biraghi, mentre Fonseca richiama Mkhitaryan, dentro Florenzi a due dalla fine. Ultimi fuochi nei tre di recupero con Smalling ancora imperioso a dettar legge nella propria area. E più nulla, finisce qui, un ottimo punto per la Roma, spavalda e mai doma, meno per  l’Inter che però ha fatto nulla per meritarsi una serata di gloria. E domani rischia il controsorpasso juventino con i bianconeri attesi all’Olimpico dalla Lazio. Anche per loro non sarà facile.

Antonio Conte e Paulo Fonseca impartiscono ordini durante il match (foto Gino Mancini)

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