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La Juve riparte dal Verona. Sarri: “Serve continuità”

Augusto Riccardi

TORINO La Juventus riparte dalla sfida interna contro il Verona in campionato dopo il 2-2 di Madrid contro l’Atletico in Champions. Una gara che ha lasciato l’amaro in bocca per il doppio vantaggio sprecato “ma per il momento abbiamo analizzato poco – ha detto in conferenza stampa all’Allianz Stadium di Torino Maurizio Sarri – Ieri eravamo in viaggio e c’è stato un allenamento per chi non ha giocato. Abbiamo preparato i video da far vedere alla squadra perché in una buona prestazione ci sono dentro 2-3 momenti in cui siamo stati superficiali. C’è da togliere chiaramente questi momenti: si parla in questo momento delle palle ferme perché abbiamo pagato lì. A me non piace molto buttare una cosa quando non funziona, mi piace capire perché non funziona e cercare di migliorarla. Il difetto ora è di attenzione e aggressività e lo paghi anche difendendo a uomo. Bisogna risolvere questo problema”. Anche le scelte in vista della gara contro gli scaligeri non sono ancora state prese: “Vediamo la situazione perché dobbiamo preparare la partita con un solo allenamento e poi prenderemo le decisioni conseguenti e se la rotazione sarà ristretta o più ampia. Penso che in Italia abbiamo un po’ la fissa di queste rotazioni. In Inghilterra fanno 7-8 partite in più e le fanno gli stessi 14 giocatori”.
“Da noi è impensabile forse per una pressione che porta via tante energie mentali – aggiunge – In questo momento non è che la squadra debba fare dei cambiamenti ma deve trovare un’organizzazione forte”. Nessun nome, neanche quello di Buffon in porta: “Per rispetto preferirei dirlo prima hai giocatori”, ha risposto il tecnico che non vuol sentire parlare di Juve di Sarri: “La Juve è dei giocatori e l’errore più grande che potrei fare è cercare di farli giocare contro le loro caratteristiche. Questa è la Juve di Sarri diversa dalle altre squadre che ho avuto. Cercheremo di giocare un calcio con dentro qualche idea mia ma senza andare contro certe caratteristiche”. A precisa domanda, quando gli è stato chiesto se veda pronto Dybala, l’allenatore bianconero è stato chiaro: “Se non lo vedevo pronto non lo buttavo dentro in un momento decisivo. Il ragazzo è arrivato solamente in agosto inoltrato, probabilmente non è al top della condizione ma può giocare e darci una mano”. Così come potrà dare una mano Bernardeschi che Sarri per il futuro vede da centrocampista ma che per ora resta un esterno d’attacco: “Devo fare conto di una situazione complessiva in cui ho già sette centrocampisti e d’accordo con il ragazzo gli ho chiesto di proseguire ancora in quel ruolo”.
“Ancora non ha inciso e cercheremo di farlo crescere e di fargli assumere una personalità in grado di fargli trasportare in campo le sue grandi qualità. È compito suo, ma penso anche mio e della società di accompagnarlo a rendere per quanto può”. Per parlare del suo livello di soddisfazione di come sta crescendo la squadra, Sarri ha usato una metafora: “Se hai tre figli non puoi pensare che tutti diventino uomini maturi a 21 anni e 6 mesi, ognuno ha il suo percorso, chi lo farà a 18, chi a 25 e chi mai. E così sono le squadre. Il percorso da fare con ogni squadra è diverso. La squadra sta già facendo tanto, poi se pensi di vedere il Napoli, può darsi che non lo vedrete mai perché questa squadra ha caratteristiche diverse e gioca in maniera diversa”. Anche Ronaldo, che per Sarri a Madrid “ha giocato un numero di palloni superiori alla media” può migliorare ancora: “La mia sensazione è che possa crescere come possa crescere tutta la squadra”. Ancora indietro Ramsey e Rabiot cui Sarri preferisce Matuidi in mezzo: “Ramsey ha fatto passi in avanti importanti, Rabiot si sta risollevando anche lui. In questo ciclo di partite ci sarà spazio per entrambi poi vediamo l’ultimo allenamento di oggi e vediamo a chi dare spazio domani. In questo momento ci sono ruoli importanti come quello di Matuidi che è diventato molto bravo a capire quando passare dalla fase difensiva di 4-4-2 all’offensiva di 4-3-3 e a leggere i movimenti. Non bisogna dimenticare che sono due giocatori (Ramsey e Rabiot, ndr) provenienti da campionati diversi, che parlano lingue diverse. Se pensi che Platini ci ha impiegato diversi mesi ad adattarsi alla Juve, diamogli tempo”. Domani sarà Juve-Verona in un clima non propriamente sereno, almeno in una parte dello stadio dopo l’arresto dei 12 ultras. Sarri ha detto che “La risposta di Bernardeschi è stata esemplare, è di unità di sentimenti e di unità di intenti. È una risposta che è destinata a unire e non separare”. Nessun personale commento del tecnico sulla vicenda: “La Juventus sta mantenendo il più assoluto silenzio e io non vedo perché, come dipendente della Juventus, ne devo parlare”. Quindi l’aggiornamento sulla situazione di Douglas Costa: “Ha fatto benissimo in questo inizio di stagione, veniva da un periodo di inattività lunghissimo. La situazione globale degli infortuni la conoscete, penso che ci sarà un ulteriore controllo ma è un infortunio muscolare e dovrà stare fuori qualche partita”.
Infine l’ipotesi Danilo terzino sinistro con Cuadrado vertice basso a destra per far rifiatare Alex Sandro non è da scartare: “Opzione possibile, stiamo aspettando De Sciglio perché ci potrebbe risolvere diversi problemi. In questo momento siamo in una situazione non straordinaria per quanto riguarda i difensori esterni. Se ci sarà da abbassare Cuadrado lo faremo, io speravo in un recupero di De Sciglio un po’ più veloce e vediamo se nei prossimi giorni torna a disposizione”.

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