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Ufficiale. Likaku è un nuovo calciatore dell’Inter: contratto fino al 2024

Ora è ufficiale: Romelu Lukaku è un nuovo giocatore dell’Inter, a comunicarlo è la stessa società con un comunicato sul proprio sito. Nella giornata di ieri, vi abbiamo raccontato l’accelerata decisiva per il buon esito della trattativa. Ieri sera, la punta, accompagnato dall’agente Pastorello, è arrivato a Milano, dove è stato accolto da moltissimi tifosi che lo hanno accolto come un re. Un’operazione sostanziosa – 65 milioni più 10 di bonus ai quali si aggiunge una percentuale sulla futura rivendita – ma necessaria al fine di regalare ad Antonio Conte il punto di riferimento in zona d’attacco desiderato.

Di seguito alcuni passaggi del comunicato nerazzurro.

“Volevo solo l’Inter, perché Inter is Not For Everyone. Sono qui per riportare i nerazzurri alla vittoria”: sono queste le prime parole nerazzurre di Lukaku. Ambizione e determinazione. Romelu aveva sei anni quando promise a sua mamma che sarebbe diventato un calciatore professionista e avrebbe contribuito al benessere della sua famiglia. “It was going to happen”, “Doveva succedere”. Sei anni e già un’idea precisa: sfondare nel mondo del calcio. Lukaku è nato il 13 maggio 1993 ad Anversa, in Belgio. Genitori congolesi, il papà ex calciatore della nazionale dello Zaire. Il calcio nelle vene. A cinque anni sui campi di Boom, poi l’ingresso nel del Lierse. È qui che inizia la leggenda di Lukaku nelle categorie giovanili: 68 partite e 121 gol a Lier, poi 131 gol in 93 partite all’Anderlecht in tre stagioni. Numeri che lo proiettano in prima squadra a soli 16 anni. Vince un campionato e una Supercoppa del Belgio, poi nel 2011 sbarca al Chelsea. L’Inghilterra diventa il campionato in cui cresce e matura: i Blues, poi il West Bromwich e l’Everton. Ed è a proprio a Liverpool dove la sua maturità calcistica ha compimento, con 87 gol in 166 partite. Nel 2017 il passaggio al Manchester United, con 42 reti in 96 apparizioni.Lukaku  è l’ottavo miglior marcatore straniero di tutti i tempi della Premier League, con 113 reti, ed è sempre andato in doppia cifra negli ultimi sette campionati.  Nel frattempo è diventato il miglior marcatore della storia della nazionale del Belgio: 81 partite e 48 gol, con il terzo posto ai Mondiali di Russia 2018. La sua passione per il calcio viene da lontano. Da quando divideva gli scarpini con il papà perché non poteva permettersene di nuovi. Gli chiedevano quanti anni avesse: era già un gigante rispetto ai compagni delle giovanili, increduli del suo strapotere fisico. Romelu voleva giocare e guardare tutte le partite di calcio possibili: un amore viscerale per il pallone, una conoscenza approfondita di tutto ciò che riguarda compagni, avversari, allenatori e stili di gioco. Consapevolezza, di quello che succede in campo, è la sua parola d’ordine. Mixata ad ambizione e determinazione, che non sono mai mancate.

 

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