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Champions. La Juve sbanca Manchester e ipoteca gli ottavi: decide Dybala

La Juventus parte forte, determinata a lanciare un messaggio forte e chiaro in chiave primo posto: serve vincere all’Old Trafford per ipotecare il passaggio agli ottavi. Al minuto 17 si sblocca subito la partita: affondo di Cristiano sulla destra, Smalling allontana male nel tentativo di anticipare Cuadrada, pallone sui piedi di Dybala e De Gea battuto. Juve in vantaggio, un vantaggio da gestire e perchè no alimentare. Bene De Gea su Cancelo, intervento coi pugni. Bentancur di testa non trova lo specchio della porta da ottima posizione, nel finale Dybala non trova la doppietta.

Nella ripresa esce lo United, chiamato a gran voce dal suo pubblico a tornare a recitare un ruolo da protagonista. La Juventus mostra esperienza e classe anche in campo internazionale, Allegri dirige bene il cambio della sua macchina: in contropiede sa far male, quando rallenta il gioco sa invece avvolgere la difesa avversaria e colpirla al momento giusto. Proprio come quando Ronaldo raccoglie un pallone al limite, consegna un bolide al sette della porta rossa, ma lo stesso De Gea si supera e dice di no. Partita intensa, maschia, dura, ma la Juve continua a gestire. Matic è fondamentale perchè sa liberare Pogba. Il serbo tuttavia rimane impreciso quando c’è da gestire la sfera, a differenza di Pogba che lucidissimo colpisce un palo clamoroso da fuori col pallone che sbatte sulla testa di Szczesny e finisce sul fondo. Mou affida le sue speranze alla fantasia di Mata ma il risultato non cambia. Entra Barzagli, Allegri rinforza le retrovie. La Juve sa soffrire e porta a casa la partita. Nel finale i tifosi bianconeri godono e si tolgono la soddisfazione attaccando a gran voce Mourinho, apostrofandolo non proprio nelle maniere più carine. Mou si volta e ricorda loro il triplete vinto coi nerazzurri acerrimi rivali. Finisce così, con questo dialogo particolarmente acceso tra Mourinho e settore ospiti bianconero. Beniamini juventini sotto la curva, una vittoria fondamentale, una vittoria che mostra solidità e lancia un messaggio internazionale. Passaggio ipotecato. Mou, può sorridere, nonostante la sconfitta: il Valencia, con cui lotterà fino alla fine per conquistare ottavi e secondo posto, non è riuscito ad andare oltre il pari a Berna, sciupando l’opportunità di riagganciare i diavoli rossi. Per loro brusco passo indietro dopo la rimonta col Newcastle e il glorioso pari di Stamford Bridge: Mou non sta rispettando i progressi che richiederebbe un terzo anno di progetto, United altalenante in Inghilterra ed in Europa.
Ottima invece la Juventus, esperta sapiente e talvolta elegante. Con la saggezza delle big, trascinata da un Cristiano Ronaldo meno veloce ma più intelligente, conquista tre punti fondamentali e torna trionfante da uno dei campi più importanti d’Europa. Seconda vittoria all’Old Trafford, seconda firmata da un numero dieci bianconero. Decide Paulo, criticato in questa prima fase di stagione: Allegri l’ha saputo centellinare, l’ha saputo aspettare punzecchiandolo e coccolandolo allo stesso tempo. Sono arrivati tre punti brillanti, firmati proprio dal Dies argentino. Ottavi ad un passo, ma è la nottata quella da ricordare. Vincere oggi vale più di 3 punti: significa infatti veder l’Inghilterra inchinarsi alla grandezza dell’ottavo trionfante anno del processo di crescita bianconero, un’armata che ora sì, con Cristiano dalla sua parte, può davvero sognare l’Europa che conta. Ottimo e lodevole il lavoro sporco, quel fondamentale italian job, targato Chiellini e Bonucci, sempre professori quando si tratta di sporcare traiettorie e fraseggi offensivi altrui, sempre astuti quando lontani dai pericolosi occhi del direttore di gara fanno sentire ai limiti della regolarità la loro presenza al tridente offensivo del Man United. Probabilmente non ci sarebbe stato bisogno con quel Romelu Lukaku, ormai, a differenza del pensiero della moltitudine, un vero e proprio mago quando si tratta di sparire come un fantasma nei match che contano. Il problema è che oggi non fa più la differenza nemmeno coi team di bassa classifica. L’Old Trafford se n’è accorto, l’Old Trafford lo sa, i fischi sono ufficialmente partiti.
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