Leonardo Tardioli
Passato Ferragosto, con l’estate che volge al termine e il campionato prossimo all’inizio è tempo di fare un primo bilancio di quello che è accaduto in casa Milan. I rossoneri hanno grandi ambizioni e vogliono rilanciarsi dopo il brutto finale dello scorso campionato che li ha visti scivolare dal secondo al sesto posto in quasi due mesi. Un risultato che ha portato all’azzeramento dei quadri dirigenziali oltre che all’esonero di Allegri e di conseguenza ad una nuova programmazione. Si potrebbe dire che tutto è ricominciato da zero, anzi, nulla è stato ancora completato e da qui alla fine della sessione di calciomercato ne vedremo delle belle.
Il mercato: diversi arrivi e poche partenze, ma tanti prossimi ai saluti
Ci si attendeva molto dal mercato che avrebbero fatto i rossoneri con Diego Moreira che è soltanto l’ultimo acquisto di questa sessione e si pensa che possa non essere l’ultimo. Esterno classe 2004, arriva dallo Strasburgo dove ha giocato nelle ultime due stagioni totalizzando 59 partite e 6 gol in Ligue 1. Un ruolino che lo ha portato anche a giocare l’ultimo Mondiale dove è sceso in campo soltanto una volta nella sfida vinta dal Belgio in rimonta contro il Senegal per 3-2. Una partita in cui Moreira ha giocato 63 minuti prima di essere sostituito e di vedere dalla panchina i compagni che rimontavano gli avversari e si qualificavano per gli ottavi di finale. Per quanto riguarda gli altri arrivi invece, si parte dal primo della lista, il portoghese Gonçalo Ramos ad oggi il calciatore più pagato della storia milanista con i 70 milioni sborsati per strapparlo al Psg. Un aspetto che potrebbe anche fungere da pressione e responsabilità allo stesso tempo, quando andrà in campo, un po’ come accaduto per Santi Gimenez al suo arrivo. Chiudono la lista, i difensori Gila e Diawara. Il primo è arrivato dalla Lazio, il secondo dal Troyes dove ha giocato 14 partite nell’ultimo campionato.
Scritto degli arrivi cerchiamo di capire chi è prossimo alla partenza. Amorim ha stilato un elenco di giocatori che non faranno più parte del Milan e tra loro figurano anche Tomori e Nkunku. Non c’è in questa lista – al momento – Leao ma il suo futuro è tutto da scrivere, dato che al momento è fermo per infortunio e al centro delle voci di mercato. Saluterà invece proprio Gimenez e lo ha già fatto Fullkrug che non è stato riscattato. Poi ci sono i giovani, con i rinnovi di Camarda e Comotto che faranno parte della prima squadra e chissà se non saranno proprio loro, due acquisti non indifferenti per il Milan, anche se di fatto sono cresciuti nel settore giovanile rossonero.
La figura di Ruben Amorim
Il neo-allenatore rossonero merita un capitolo a parte. Ci sono aspetti di lui già conosciuti al grande pubblico del calcio e altri che si stanno scoprendo in questo primo periodo che è sulla panchina del Milan. Amorim, si sa, è un tecnico che predilige il 3-4-2-1 e che ha un carattere determinato. Un aspetto quest’ultimo che è stato notato anche nel momento in cui ha consegnato la lista dei giocatori che non fanno parte del progetto, quella dove ci sono proprio Tomori e Nkunku. La sua determinazione si è vista anche quando ha parlato pubblicamente di Leao, mentre l’aspetto che si conosceva meno e che si sta scoprendo è quello che riguarda il dialogo. Infatti spesso è stato notato a parlare con i calciatori a Milanello e non solo per spiegare gli schemi. Per quello che riguarda il campo, i veri giudizi ci saranno dal dopo Torino-Milan ovvero dalla prima sfida che conta. Il pre-campionato ha visto un buon gioco al cospetto di una sola vittoria rossonera quella per 2-4 nell’ultima amichevole contro il Manchester United dove Ramos ha segnato una tripletta.
Il futuro
Quello più prossimo porta allo stadio Olimpico-Grande Torino per l’esordio in campionato. Quello delle prossime settimane passa dai movimenti di mercato sia in entrata – non dovrebbe essere finita qui – che in uscita. A Milano è dato in arrivo il potente procuratore portoghese Jorge Mendes e questo fa pensare ad un dialogo che riguardi proprio Leao, ma chissà, potrebbe anche non essere l’unico argomento di discussione con la dirigenza rossonera.

