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WORLD CUP 2026

Caccia al trono d’America

Argentina, Francia e Spagna le favorite: il Brasile chiede strada. Occhio a Inghilterra e Portogallo

Massimo Ciccognani

Ormai ci siamo. Nove giorni e sarà il calcio d’inizio al Mondiale 2026 che si svolgerà tra Stati Uniti, Messico e Canada. Il primo a 48 squadre. Calcio d’inizio l’11 giugno a Mexico City con la partita inaugurale tra Messico e Sudafrica. Centoquattro partite fino alla finale del 19 luglio al Metlife di New York. Formula bizzarra perché dalla prime fase usciranno solo sedici formazioni, con il Mondiale vero che sarà tale solo dagli ottavi di finale in poi.

LE FAVORITE
Cominciamo dall’Argentina campione in carica avendo vinto la rassegna di Qatar 2022. Messi si avvicina ai 40, ma ci sarà, e lo zoccolo duro della formazione di Scalpni è rimasto lo stesso di Doha con all’occhiello la coppa Lautaro Martinez-Julian Alvarez che promette scintille e in rampa di lancio il “comasco” Nico Paz che può insidiare anche chi ha un pedigree importante. E naturalmente c’è la Francia, la sconfitta del Lusail in Qatar. Sarà l’ultima panchina per Didier Deschamps dopo 14 anni da Ct. La Francia ha tanta voglia di rivincita e possiede una squadra irresistibile. Tra i pali il milanista Maignan, una difesa d’acciaio con Koundé, Saliba, Upamecano e Theo Hernandez, in mezzo tantissima qualità data da Rabiot, Tchouaméni, Zaïre-Emery, con alle loro spalle Kanté e il romanista Koné, e un attacco super formato da Olise, Mbappé e Dembelé, un tridente da sogno, ma con alle spalle rincalzi, si fa per dire, del calibro di Thuram, Doué, Mateta, Cherki e Barcola.

Chi vuole tornare a casa con il trofeo sull’aereo, è la Spagna che si presenta da Campione d’Europa. Il Ct Luis De La Fuente, ha dimostrato coraggio ma ha dato alla Roja senso tattico, in grado di vantare tanti giovani ma tutti di grandissima qualità. Davanti un tridente da paura con il basco Oyarzabal che avrà come alternative gente come Ferran Torres e Dani Olmo, e sugli esterni frecce come Yamal e Nico Williams. In mezzo ci sono i migliori calciatori del pianeta come Rodri, Gavi, Pedri, Fabian Ruiz, Merino e Zubimendi e una difesa d’acciaio, la meno battuta delle qualificazioni. Tra i pali la certezza si chiama Unai Simon, che avrà in Raya, portiere dell’Arsenal, una validissima alternativa. DavantiMarco Llorente, Eric Garcia, Cubarsì. Laporte e Cucurella, insomma nomi che bastano e avanzano per indicare le Furie Rosse tra le favorite alla vittoria finale. Scalpita il Brasile di Carlo Ancelotti, approdato a Rio per far tornare a splendere i verdeoro. Il tecnico di Reggiolo sta plasmando a sua immagine e somiglianza una squadra che è e rimane tra le favorite. Proprio l’arrivo del tecnico italiano, dovrà dare ai carioca quella compattezza nella fase difensiva. Tra i pali Alisson che è una sicurezza, davanti Marquinhos e Gabriel, ma c’ìè anche lo juventino Bremer, in mezzo la duttilità di Casemiro che Ancelotti conosce benissimo e un attacco stellare, da Vinicius a Raphina, poi Endrick a Martinelli, Matheus Cunha e Neymar che se sta bene può fare la differenza.  Ma occhio all’Inghilterra di Thomas Tuchel, con la Nazionale dei Tre Leoni che sicuramente è tra le prime al mondoa. Tra i pali l’esperto Pickford, nome che è una garanzia. Davanti la stella è l’uragano Harry Kane, intramontabile, con Saka, Rashford, Gordon e Madueke che sanno come spintare sugli esterni, e in mezzo la qualità del madridista Jude Bellingham, Mainoo, Rice, Eze, Rogers e Anderson.

LE POSSIBILI SORPRESE
Il Marocco c’è sempre con grandi individualità. Può far bene. Occhio al Portogallo di Roberto Martinez che parte all’offensiva dalla sua prima linea, a cominciare da Cristiano Ronaldo che i 40 li ha superati, ma che fa gol come non ci fosse un domani. In mezzo la qualità di Joao Neves e Vitinha, freschi campioni d’Europa con il Psg, senza dimenticare gli onossidabili Bernardo Silva e Bruno Fernandes e sugli esterni sono pronti a sprintare Conceiçao, Trinçao, Pedro Neto e Gonçalo Guedes. Da non sottovalutare l’Olanda/Paesi Bassi, che può affidarsi a calciatori di grande esperienza come van Dijk, Ake, vam de Ven come centrali, e sugli esterni l’interista Dumfries e Timber. A centrocampo brillano le stelle di Gravenberch, de Roon, Reijnders e Frank de Jong, mentre in prima linea c’è l’imbarazzo della scelta tra Gakpo, Summerville, Lang, Depay, Malen, Brobbey e Weghorst. Intriga la Norvegia che nelle qualificazioni ha fatto percorso netto: i nomi li conosciamo benissimo, dalla stella Haaland a Sorloth dell’Atletico Madrid, poi tanti altri nomi come Nusa, Berg, Berge e Thorsby, Aursnes, Bobb, Hauge, Schjelderup e Ødegaard, e i nordici possono essere qualcosa di più di una sorpresa. Piace la Turchia di Vincenzino Montella che torna al Mondiale dopo 24 anni di assenza e non è da sottovalutare l’Uruguay di Bielsa.

CHI RISCHIA
La Germania sarà sempre la Germania, quella che non molla mai, ma le percentuali per i tedeschi sono davvero poche. Ha fatto male all’Europeo giocato in casa e la squadra è vecchia, peraltro senza il suo faro Tony Kroos. La squadra è di livello, ma sulla carta lontana dalle pretendenti al trono d’America. C’è Havertz che continua a segnare con continuità, poi difensori di peso come Kimmich e Pavlovic, con Musiala e Wirtz ma entrambi non vivono un momento felicissimo. Tocca a Nagelsmann provare l’impresa, ma è difficile. Come lo sarà per la Croazia che per limiti di età non è più quella di Russia 2018 e neppure quella del Qatar.

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