Massimo Ciccognani
NEW YORK Sarà pure il mondiale più esclusivo, quello a 48 squadre, che ha portato al mondiale nazionali che fino a ieri se lo erano sognato, ovviamente esclusa l’Italia, ma di certo di inclusivo, almeno fino ad ora, ha ben poco. Dopo il caso Iran, costretta a volare dal Messico negli Stati Uniti solo per le partite e poi far ritorno al ritiro, si aggiungono i biglietti per le partite che sono stati revocati ai tifosi iraniani. Per non parlare dell’accoglienza riservata ad alcune nazionali, tra cui quelle di Senegal, Belgio e Uzbekistan che all’arrivo sono state oggetto di accurati controlli addirittura sotto bordo senza neppure arrivare ai controlli doganali. E’ diventata virale la foto del calciatore del Napoli Kevin De Bruyne, fatto sedere su una sedia e perquisito con un metal detector sotto le scarpe. Cannavaro e i suoi invece sono stati accolti da cani anti droga all’arrivo al Metlife, lo stadio di New York. Ma il vero caso è scoppiato con l’arbitro somalo Omar Artan, designato dalla Fifa per arbitrare ai Mondiali. Il sogno di una vita, infranto ai controlli, dopo ben undici ore di interrogatorio, e alla fine visto negato per entrare negli Stati Uniti e mesto ritorno a casa. “Sono molto deluso – ha detto -. Sono solo un arbitro che voleva vivere il più grande sogno della sua vita: andare a un Mondiale, e mi ha stata preclusa”. E ancora il Mondiale non è cominciato.

