Leonardo Tardioli
Una bella Atalanta vince 2-3 in casa del Milan inguaiando di fatto i rossoneri e riaprendo la corsa alla Champions League. La formazione di Palladino conquista la sfida nella prima mezz’ora, quando segna due gol ed è padrona del campo, dominando sugli esterni e avendo la meglio nella zona centrale del campo, dove De Ketelaere e i due centrocampisti fanno meglio degli avversari, arrivati alla quarta sconfitta nelle ultime sei partite, la seconda consecutiva. Sono nove i gol subiti dal Milan in questo mini-ciclo contro tre segnati.
Le scelte Solito 3-5-2 per il Milan con De Winter al posto dello squalificato Tomori, Loftus-Cheek mezzala destra con Ricci al centro e Rabiot mezzala sinistra. Saelemaekers e Bartesaghi sono gli esterni, in avanti Gimenez e Leao. Palladino risponde con il 3-4-1-2 dove Zappacosta e Zalewski sono gli esterni, De Roon e Ederson i centrocampisti e De Ketelaere agisce dietro Krstovic e Raspadori.
Grande Atalanta La partita è vivace e piacevole sin dall’inizio con le due squadre che se la giocano a viso aperto andando al tiro già dai primi minuti di gioco. È il Milan a concludere per primo verso la porta avversaria con Rabiot che scheggia il palo. Sul versante opposto invece, l’Atalanta trova subito il gol. De Ketelaere costruisce un’azione sulla destra e serve Krstovic in area. L’ex Lecce controlla e calcia trovando la ribattuta della difesa milanista. Il pallone resta li e Ederson calcia di prima intenzione trovando la rete dello 0-1. Questo episodio da maggiore fiducia agli ospiti che tengono meglio il campo mettendo in difficoltà la formazione di Allegri sugli esterni, dove Zappacosta e Zalewski hanno la meglio sui dirimpettai milanisti. In mezzo al campo invece, Ederson e De Roon vincono molti duelli e i tre attaccanti atalantini pressano maggiormente i difensori del Milan. L’Atalanta gioca da squadra e si muove da squadra in entrambe le fasi, non facendo giocare i padroni di casa che sono slegati tra i reparti. Proprio lo stesso Zalewski ha un’opportunità entrando in area dalla sinistra e provando un tiro-cross basso respinto da Maignan. Allo scoccare della mezz’ora la supremazia nerazzurra si concretizza con un altro gol. L’azione si sviluppa ancora sull’asse De Ketelaere-Krstovic con il centravanti che fa la sponda in area per l’accorrente Zappacosta che si trova da solo davanti a Maignan segnando lo 0-2. Da qui il Milan trova due conclusioni in pochi minuti, prima con Gimenez e poi con Leao, ma in entrambi i casi Carnesecchi para e salva la sua porta. Non accade altro e si va al riposo con l’Atanta in vantaggio di due gol.
Ancora Dea Ad inizio ripresa Allegri inserisce Nkunku al posto di Loftus-Check rendendo più offensivo il Milan nel tentativo di recuperare il risultato. La mossa però è vana perché il canovaccio tattico del match non cambia e il Milan continua a fare fatica nella costruzione del gioco. L’Atalanta resta ordinata come nella prima frazione non rinunciando a giocare e non ritraendosi e poco prima che scocchi l’ora di gioco trova anche la terza rete. A segnare stavolta è Raspadori che riceve un filtrante da Ederson in area, si sposta la palla sul sinistro e batte Maignan sul primo palo e sotto la traversa. San Siro comincia così a fischiare e lo farà ancor di più al momento dell’uscita dal campo di Leao, rilevato da Fullkrug. Un’altra mossa che da poco ai padroni di casa che vanno al tiro poco prima della mezz’ora con Nkunku che colpisce la ytraversa a Carnesecchi battuto. Complice anche l’avvicinarsi della fine, la Dea si abbassa e il Milan ha maggiore possibilità di giocare il pallone e quando sembra finita il Milan la riapre con un colpo di testa di Pavlovic e un rigore nel recupero di Nkunku concesso per un fallo di De Roon sullo stesso francese. A pochi secondi dalla fine Gabbia gira fuori di testa un cross tagliato arrivato da un calcio di punizione a favore del Milan e nell’extra recupero proteste rossonere per un presunto tocco di mano in area di Hien.Arriva così una sconfitta che riapre la corsa al 4° posto, dato che la formazione di Allegri viene agganciata dalla Roma a quota 67 punti. Così le ultime due giornate si trasformeranno in un testa a testa per l’ultimo posto utile alla qualificazione per la massima competizione europea per Club.





