Quarantotto giorni all’inizio del Mondiale 2026, quello che prenderà il via il prossimo 11 giugno con la partita inaugurale tra Messico e Sudafrica e che si snoderà attraverso Stati Uniti, Messico e Canada. E’ tutto pronto per la grande kermesse, la prima a 48 squadre, la terza, purtroppo, senza l’Italia. L’ultima notizia è di quelle rassicuranti per il Mondiale, perché non ci saranno rinunce. Il riferimento è all’Iran che aveva minacciato di non presentarsi se le tre gare inaugurali fossero state giocate sul territorio statunitense come da calendario, che la Fifa non è in grado di modificare.
Ebbene, nonostante i venti di guerra, l’Iran è pronta a fare la sua parte e prendere parte al mondiale. La portavoce del governo iraniano, Fatemeh Mohajerani, ha infatti dichiarato all’emittente statale Irib che il ministero dello Sport e della Gioventù ha provveduto a predisporre tutti i necessari accorgimenti per la partecipazione della squadra.
E manco a dirlo, si tratta di parole confortanti e che sembrano fasr sfumare il dirittura d’arrivo una pesante rinuncia. Perché l’Iran il Mondiale lo ha conquistato sul campo e ha tutto il diritto di giocarlo. A confortare le parole della portavoce del governo, anche quelle del ministro dello Sport dell’Iran, Ahmad Donyamali, che apre a nuovi scenari. “Il nostro compito è preparare la squadra e organizzare ritiri e allenamenti. Considerando la situazione, la decisione finale spetta al governo. È previsto che il 21 maggio i giocatori vadano in un ritiro vicino al paese, dove resteranno per 7-8 giorni. Se le condizioni saranno tali da garantire la sicurezza dei nostri ragazzi e se il paese ospitante smetterà le sue provocazioni, parteciperemo al Mondiale”. Sarebbe la risposta più concreta ad una assurda guerra.




