IO TIFO ROMA

E’ stata solo un’illusione

Stefano Sale *

C’eravamo tanto illusi. Minuto 109: Entra Zaragoza al posto di Celik. Minuto 111: Cambiaghi entra e segna il gol qualificazione proprio da quella parte dove non c’era più nessuno a coprire. Un buco. Non Rensch, non Ghilardi. Mancava una manciata di minuti alla fine, quindi ai calci di rigore, un mezzo miracolo per come avevamo ripreso la partita. Ma allora perchè entra Zaragoza? Per cercare di vincerla? E cosi sia, entri pure, a costo di perderla, esposti all’ennesimo contropiede pericoloso del Bologna. Cronaca di una morte annunciata. Ecco, il grande rammarico è questo, la gestione di Gasperini non è pragmatica e non è neanche razionale. Non si doveva arrivare ai calci di rigore. Punto. Ora è tardi. Il delitto si è consumato. La Roma è fuori, eliminata da un Bologna che ti ha fatto 4 gol con soli 6 tiri in porta, grazie ad una difesa imbarazzante, tra incomprensioni e strafalcioni. È una Roma rabberciata ma che comunque ha dato il fritto in campo per rimontare due gol alla disperata. È una Roma che dopo aver raggiunto il pareggio doveva usare il cervello ma non lo ha fatto. Proprio come contro la Juve, sfondata poi dal quel gol di Gatti. Solo 3 settimane fa al minuto 70 eravamo al terzo posto a +7 sulla Juventus. La difesa meno battuta d’Europa. Ora prendiamo 3-4 gol a partita. Siamo fuori solo dall’Europa, fuori dalla Coppa Italia, e già con un piede sul nostro amato sesto posto. Cambiano giocatori  allenatori e dirigenti ma ogni volta a marzo siamo sempre li, a parlare dell’ennesimo fallimento. Dopo le mazzate prese a Genova e Como speravamo in un epilogo diverso almeno nelle nostre amate coppe europee. Fonseca e De Rossi ci erano almeno arrivati vicini, Mourinho ce ne aveva portate due in due anni. Ma ora dare la croce a Gasperini non è veramente il caso. Il mister sbaglia, ma come gli altri.  Ma è lui il nostro valore aggiunto in questo momento, si può ripartire solo da lui. Piuttosto contestiamo chi non gli ha portato i giocatori che chiedeva, e chi gli porta ancora giocatori scarsi di seconda mano,  oppure già rotti. Contestiamo chi a Trigoria non si vede più. Chi non onora la nostra gloriosa maglia. Serve impegno e umiltà. Poche chiacchere. Da adesso in poi. Poi i conti li faremo alla fine. Lo stadio c’è sempre, la gente romanista c’e sempre. E sempre ci sarà. Noi siamo la Roma!

*Roma Club Dublino, tifoso Roma

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