Stefano Sale *
Patti chiari. Ma forse anche no. Gasperini non le manda a dire. Mezzo mercato bocciato, giocatori ignorati, tra frasi sibilline e chiare allusioni. Il tecnico non è soddisfatto, si aspettava di più, giocatori più pronti e non giovani di buone speranze. Il futuro è il presente, cioè adesso. Questo se vuoi alzare subito l’asticella ed ambire subito a traguardi importanti. In sostanza, se la proprietà gli chiede di arrivare in Champions lui ha bisogno di ben altro. Questo il messaggio del Gasp.
Ma facciamo un passo indietro. Per capire meglio. Ranieri a gennaio di un anno fa parlava di futuro mercato lacrime e sangue, di un piano di ricostruzione considerando i famosi paletti del fair play finanziario. Poi arriva l’annuncio di Gasperini, il re mida che all’Atalanta fa miracoli con giocatori sconosciuti, li valorizza, li rivende e compra meglio, entra in Champions, sfiora semifinali, e poi vince l’Europa League. È evidente che questo è il piano di Claudio Ranieri proposto ai Friedkin. Che accettano di buon grado.
Inizia l’estate, ma il piano del tecnico è altrettanto evidente. Non è venuto a Roma per fare l’Atalanta, altrimenti se ne stava a Bergamo. Gasperini è venuto qui per vincere con la Roma. La sua grande sfida da allenatore, vincere in una grande piazza, dopo il tentativo fallito all’Inter. Qui comincia la tarantella delle incomprensioni, dalla riunione a Firenze con la proprietà, ripetutasi poi a Trigoria solo un mesetto fa con Ryan Friedkin. Ed ecco tornati indietro di mesi. Possibile che da agosto l’allenatore chieda un esterno alto a sinistra di livello come priorità assoluta e adesso dopo 6 mesi arriva un giocatore che neanche conoscono in terra propria spagnola?
Detto pure che Sancho sarebbe stato un disastro tecnico-finanziario, quindi meno male, e che Gasperini non è infallibile, ma bisogna anche ricordare che gli hanno portato prestiti-scommesse alla Bailey e Tsimikas, altri fallimenti assoluti dopo i vari Renato Sanches degli anni passati. Le garanzie dei Friedkin sono diventate false promesse? A parte le battute sugli Under 23 dei vari Ghilardi e Venturini, qui non vengono neanche più nominati Ferguson e tantomeno Dobvyk, ormai ai margini. Una situazione paradossale alla Mourinho, a cui portavano i bambini della Primavera, neanche il solo Xhaka. Che ci siano incompresioni e poco feeling con Massara è possibile, e chissà ora come vanno le cose col Sor Claudio. Se gli era stato chiesto di fare le nozze coi fichi secchi, siamo sicuri che Gasp la pensi così? Forse invece sente che con qualche innesto giusto la Roma se la puoʻ giocare con le grandi, ma polemizza con la società che spende per Vaz invece che per un altro più pronto, per esempio? Investire per il futuro va bene, ma ora serve il presente, altrimenti quest’anno non arriviamo a dama.
La brutta sconfitta a Udine è la solita cartina tornasole, quando c’è da dare lo scatto in avanti, la Roma torna indietro. Passare dal terzo al quinto posto è un attimo, se non vinci da 3 partite di seguito. Senza Dybala e Kone è una squadra che perde di forza e qualità, così Malen non tocca palla e gli altri si perdono nel marasma della mediocrità. Ora il Cagliari per voltare pagina e svoltare di nuovo di lunedì. Tocca subito al folletto Zaragoza rimettere le cose apposto. Chissà se le sue folate ed suoi dribbling possano portare scompiglio e gol. Serve ripartire subito!
*Roma Club Dublino, tifoso Roma





