CHAMPIONS

Il Real stecca, il City vince in rimonta

Piove sul bagnato in casa Madrid: Xabi Alonso sempre sulla graticola

Nella foto: esultanza Nico O'Reilly - Credit Uefa - (Photo by Angel Martinez - UEFA/UEFA via Getty Images)

Massimo Ciccognani

Piove sul bagnato in casa Real. I malesseri del campionato, si riversano anche sulla Champions dove la squadra di Xabi Alonso cede al Bernabeu al Manchester City, che vince in rimonta e si accomoda al quarto posto, mentre il Madrid perde il treno per tenere vivo il secondo posto e scivola al settimo in compagnia di Inter, Atletico e Liverpool. Finisce 2-1 per i Citizens e i fischi del Bernabeu dicono tutto dei malesseri di una piazza profondamente insoddisfatta. Una crisi bella e buona, iniziata in campionato, dove la squadra di Xabi Alonso è passata in un battito di ciglia dal +5 sul Barcellona dopo la vittoria nel Clkàsico, al meno quattro. Una involuzione dettata dalle tante assenze che stanno martoriando la formazione di Alonso (Militao, Carvajal, Alexander-Arnold, Alaba, Huijsen, Mendy e Camavinga, cui si è aggiunto l’infortunato eccellente Mbappé, 9 gol in 5 gare, che ha seguito la partita dalla panchina. Il futuro di Xabi Alonso è in bilico anche se stasera ha poche colpe. Anzi, il suo Real parte forte, si procura subito un calcio di rigore poi revocato e trasformato in punizione dal limite. Il Real punge, il City si copre ma alla mezz’ora il Madrid passa con una giocata di Rodrygo, gran diagonale sul quale Donnarumma può nulla. Il City si scuote d’improvviso, macina gioco, attacca con cinque uomini ma per riprenderla ha bisogno di un colpo di fortuna: colpo di testa di Gvardiol, Courtois sbaglia l’intervento, la palla resta lì e O’Reilly da due passi mette dentro. Il Real si scioglie, denotando problemi di testa e così al tramonto della prima frazione, gli inglesi mettono la freccia. Haaland si procura e trasforma il rigore del 2-1.

Rodrygo vuole sfruttare l’occasione e per poco non trova il pari. La partita si inchioda su binari congeniali al City che controlla e riparte nnelle praterie concessen dal Madrid. Xabio Alonso si gioca il tutto per tutto inserendo Arda Guler, Brahim Diaz ed Endrick. Mbappè sconsolato in panchina è l’immagine di un Real sulle gambe che ci prova ma senza far male, più di nervi che di calcio. Sorride Guardiola che vola al quarto posto agganciando Psg e Atalanta, mentre il Real è un punto sotto, ma con tanti problemi da risolvere. A cominciare da Xabi Alonso che continua a rimanere in bilico. E questa sconfitta, acuisce una brutta crisi, di risultati e di gioco. Ma sarebbe ingeneroso puntare il dito solo sul tecnico. La squadra è debole, fragile, ma si è arresa combattendo contro un avversario che oggi era più forte, ed ha pagato due errori individuali. “La squadra è con me”, aveva detto alla vigilia il tecnico. Così è stato, con il Real che è rimasto in partita fino alla fine nonostante le tantissime assenze. Una serata, se vogliamo, da partigiani del pallone. Xabi rimane sotto i riflettori, ma può uscirne fuori anche se la squadra gioca male e non ha carattere. Valverde si è sacrificato su Doku, Courtois, al netto di un errore sul primo gol del City, è un gigante che lotta, per sé e per il Real e in quattro occasioni ha salvato i suoi. Le assenza hanno pesato, otto sono davvero troppe soprattutto contro il City e se una di queste si chiama Mbappè, allora, sono dolori. Punto e a capo, cercando di invertire la tendenza e confidare nel cambio di rotta. L’Alaves, l’ultima spiaggia. Chissà come la pensa Florentino Perez. E in tribuna al Bernabeu, c’era Zidane. Il resto lo scopriremo solo vivendo.

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