ULTIMA FATICA

Inter, festa e rompete le righe

A Bologna si chiude la trionfale stagione nerazzurra

Nella foto: la festa scudetto dell'Inter (foto Matteo Gribaudi/Image Sport)

Armando De Paolis

Una stagione che più bella era difficile da immaginare. L’Inter veniva dalla cocente delusione della passata stagione quando nell’ordine aveva perso Coppa Italia, Champions League e per ultima il campionato. Zero titoli, via Inzaghi e dentro Cristian Chivu, un neofita che alla vigilia non era certo accreditato dei favori del pronostico. E invece Chivu la storia l’ha riscritta, vincendo al primo colpo campionato e Coppa Italia, ricompattando il gruppo senza svenarsi in sede di mercato. Ha fatto un capolavoro della sua stagione, ha vinto dando alla sua Inter le chiavi di accesso alla credibilità del club che è tornato a volare alto.

La noptte di San Siro, la festa per le vie della città, con l’orgoglio addosso di aver portato na casa due trofei, rendono ancora più forte l’immagine del giovane tecnico, passato dalle giovanili nerazzurre al parma, portando i Ducali alla salvezza. L’Inter prima squadra è stata una scommessa vinta con la qualità di un gioco che è emerso strada facendo, con la squadra che lo ha seguito. Ha cambiato il giusto, soprattutto nella mentalità dopo il non brillante Mondiale per Club, ha trovato la disponibilità di un gruppo che aveva voglia di dimostrare di non essere a fine ciclo. E l’ha vinta, dominando il campionato davanti ad un Napoli che è stato l’avversario più difficile, martoriato dagli infortuni, e che fino alla fine ha saputo tenewre testa alla formazione nerazzurra. Nessuno lo dava per vincente, ma Chivu ha fatto ricredere tutti, e adesso si gode il successo, mettendo davanti all’impresa, sempre e solo la sua squadra. Rispetto verso quei calciatori che lo hanno aiutato e sostenuto nei momenti difficili,  come in Champions dopo l’uscita contro il Bodo Glimt.

Sabato l’ultimo atto della stagione, al Dall’Ara contro il Bologna, in un match privo di grandi significati, per l’una e per l’altra, ma con la voglia di chiudere una stagione che per l’Inter è un segnale profondo di ripartenza, come quello chen accarezza il Bologna, uscito dai radar d’alta classifica, ma deciso a ritornare sulla cresca dell’onda. E non saranno novanta minuti banali. Stiamone certi.

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