VERSO IL MONDIALE 2030

Qualificazioni: l’Uefa introduce nuove regole

Gironi extra large per proteggere le nazionali con il ranking più alto

Nella foto: Alexander Ceferin (foto Matteo Gribaudi/Image Sport )

La Uefa cambia ufficialmente il sistema di qualificazione ai Mondiali 2030, che avranno luogo tra Spagna, Marocco e Portogallo (e successivamente agli Europei dal 2032). Per l’Italia, reduce da tre dolorose assenze consecutive, si apre una strada almeno sulla carta più accessibile per spezzare il digiuno mondiale che dura ormai da 16 anni. Il nuovo meccanismo punta a tutelare le nazionali più alte nel ranking, evitando che una singola partita storta possa compromettere un intero ciclo. È stato dunque accolto l’appello dell’ex ct Gennaro Gattuso, che in più occasioni aveva sottolineato come l’attuale sistema penalizzi le nazionali più blasonate. Proprio come l’Italia, reduce da tre eliminazioni consecutive ai playoff. Un cambiamento reso necessario dalla volontà di rinnovare format ormai non più al passo coi tempi e offrire ai tifosi uno spettacolo ancora più coinvolgente. 

Come spiegato dal presidente della UEFA, Aleksander Ceferin, “i nuovi format miglioreranno l’equilibrio competitivo, ridurranno il numero di partite senza nulla in palio, offriranno ai tifosi una competizione più avvincente e dinamica, garantendo al contempo a tutte le squadre pari opportunità di qualificazione senza aggiungere ulteriori date al calendario internazionale”. Il nuovo modello strizza l’occhio alla Champions League, che ha raccolto consensi trasversali grazie alla formula del maxi girone unico. Le qualificazioni europee si baseranno su una struttura a livelli: la Lega 1, composta dalle 36 nazionali appartenenti alle Leghe A e B della Nations League, e la Lega 2, formata dalle restanti 18 (o 19) selezioni. Ogni nazionale disputerà complessivamente sei partite, equamente suddivise tra casa e trasferta, affrontando sei avversarie diverse – due per fascia – secondo un modello molto simile a quello delle competizioni UEFA per club. La Lega 2 seguirà invece il format dell’attuale Lega C della Nations League, con tre gironi da sei squadre (oppure uno da sette).

Inoltre, pur essendo già qualificate alla fase finale, le nazionali ospitanti parteciperanno comunque alle qualificazioni europee per determinare il proprio piazzamento nella successiva edizione della Nations League. A staccare il pass diretto saranno le squadre meglio classificate di ciascun girone della Lega 1, mentre i posti rimanenti verranno assegnati attraverso i temutissimi playoff, che garantiranno possibilità di qualificazione anche alle selezioni della Lega 2. La sfida che attende il nuovo ct della Nazionale si prospetta ancora più complicata. L’Italia, infatti, dovrà dimostrare il proprio valore nell’arco di sei partite secche tra le prime 36 del ranking UEFA, senza il tradizionale schema di andata e ritorno. 

In attesa che l’organo di Nyon fornisca ulteriori dettagli e chiarimenti sul nuovo sistema di qualificazione, per l’Italia un passo in avanti, ma con la massima attenzione, perché come dimostrato dalla Champions, c’è la possibilità di recuperare, copme avvenuto lo scorso anno per il Psg, uscito dal grjuppo delle prime 8 e poi passato agli ottavi dagli spareggi, per poi andare a vincere la Champions. Ottimismo, certo, ma con la dovuta cautela. Di sicuro sarà un format più affascinante. 

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